Osservo con grande attenzione ciò che sta accadendo in Cina, dove la ricerca scientifica sta aprendo scenari che fino a pochi anni fa sembravano lontani. Il lavoro portato avanti dall’Accademia Cinese delle Scienze sul sistema ADS rappresenta molto più di una semplice innovazione tecnologica. È un segnale forte, concreto, che il mondo non sta aspettando nessuno.
Siamo di fronte a un’idea di energia nucleare profondamente diversa da quella che per anni ha alimentato paure e divisioni. Un sistema che si controlla, che si arresta da solo se necessario, che introduce un livello di sicurezza mai visto prima. Ancora più rilevante è la prospettiva di intervenire sulle scorie radioattive, riducendo uno dei principali limiti che hanno frenato il dibattito per decenni.
Questi elementi impongono una riflessione seria, lucida, libera da condizionamenti ideologici.
Parlo da Presidente nazionale e internazionale della Confederazione delle Imprese del mondo e sento il dovere di dire con chiarezza che il tema dell’energia non può più essere trattato come una disputa teorica o politica. È il fondamento stesso della competitività di un sistema economico. È ciò che determina la sopravvivenza e la crescita delle imprese. È ciò che incide direttamente sulla vita quotidiana delle famiglie.
In Italia abbiamo accumulato ritardi. Non per mancanza di capacità, ma per mancanza di decisione. Abbiamo assistito negli anni a un confronto spesso confuso, dove ogni soluzione veniva messa in discussione senza mai arrivare a una sintesi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Costi energetici elevati, dipendenza dall’estero, difficoltà per il sistema produttivo.
Nel frattempo altri Paesi hanno scelto di andare avanti.
Non esiste una sola risposta. Non esiste una tecnologia che da sola possa risolvere tutto. Esiste però una responsabilità che non può più essere evitata. Quella di costruire una strategia energetica nazionale che tenga insieme innovazione, sostenibilità e competitività.
Continuare a rimandare significa accettare di perdere terreno. Significa lasciare che siano altri a definire le regole del gioco. Significa mettere a rischio il futuro industriale del nostro Paese.
Il punto non è essere favorevoli o contrari a una singola tecnologia. Il punto è decidere se vogliamo partecipare da protagonisti al cambiamento globale oppure subirlo.
Ogni giorno che passa senza una scelta è un giorno perso.
E oggi non possiamo più permettercelo.

