L’Abate Riccardo Guariglia comunica la chiusura temporanea del Santuario di Montevergine per le festività natalizie e a tempo indeterminato


 

Il Santuario di Montevergine, luogo di profonda spiritualità e simbolo della devozione mariana in Campania, è stato dichiarato inaccessibile per un periodo indefinito. A comunicarlo è stato l’Abate Ordinario Riccardo Luca Guariglia, che insieme alla comunità benedettina ha espresso preoccupazione per la grave frana che ha compromesso la strada provinciale di collegamento. La chiusura, avvenuta in prossimità delle festività natalizie, rappresenta un evento eccezionale, paragonabile solo ai tempi della Seconda guerra mondiale, e ha isolato completamente il santuario.

Il dissesto ha colpito duramente tre tornanti, rendendo impossibile il transito. I lavori di consolidamento, già avviati grazie a un primo intervento della Protezione civile regionale, si stanno rivelando complessi e rallentati dalle condizioni meteorologiche. Secondo le stime del Comune di Mercogliano, una riapertura parziale potrebbe avvenire entro febbraio, ma per una messa in sicurezza definitiva si parla di cifre ben più elevate e di tempi molto più lunghi.

La funicolare, che normalmente collega Mercogliano alla vetta in pochi minuti, è ferma, poiché le vie di fuga necessarie in caso di emergenza risultano impraticabili. Anche i sentieri alternativi, spesso utilizzati dai pellegrini, sono stati dichiarati non idonei al transito, se non per i mezzi di emergenza. Il santuario è dunque completamente isolato, e la comunità monastica, che ancora presidia il luogo, potrebbe essere costretta a trasferirsi temporaneamente all’Abbazia di Loreto, a valle, per celebrare le funzioni religiose.

L’Abate Guariglia ha rivolto un appello ai fedeli, invitandoli a non intraprendere il viaggio verso Montevergine finché le condizioni non saranno ripristinate. Ha espresso il desiderio di poter tornare presto ad accogliere pellegrini e visitatori, sottolineando il valore spirituale e naturalistico del monte, che San Guglielmo scelse nove secoli fa come luogo di preghiera e contemplazione.

La sospensione dei pellegrinaggi e delle tradizioni legate alla montagna sacra ha colpito duramente anche l’economia locale. I commercianti del piazzale e quelli di Ospedaletto d’Alpinolo, legati alla fiera del torrone e alle attività turistiche, si trovano in grande difficoltà. Le istituzioni locali stanno valutando misure di sostegno per compensare le perdite subite.

Questa frana non è solo un problema geologico, ma una ferita aperta nella memoria collettiva. Un Natale senza Montevergine, senza processioni e senza pellegrini, è qualcosa che intere generazioni non avevano mai vissuto. La comunità benedettina ha assicurato che ogni aggiornamento sarà diffuso attraverso i canali ufficiali, nella speranza che la montagna possa tornare presto a essere luogo di incontro, fede e bellezza.