Rissa, spari e panico a Monreale (PA): la lite che ha trasformato piazza Duomo in un’area di guerra


Nella notte tra il 26 e il 27 aprile, la centralissima piazza Duomo di Monreale si è trasformata in un teatro di terrore quando, al culmine di una lite tra due gruppi di giovani, sono esplosi una ventina di colpi d’arma da fuoco. Erano circa l’una e mezza quando una discussione, nata davanti a una pizzeria per motivi ancora da chiarire, è degenerata in rappresaglia armata: alcuni presenti hanno estratto pistole semiautomatiche, facendo fuoco in rapida successione. Panico, urla e persone che si gettavano a terra per cercare riparo hanno segnato i momenti successivi allo scoppio dei primi colpi.

Il bilancio parla di tre giovani uccisi sul colpo o per le gravissime ferite riportate, e due feriti, di cui uno minorenne, portati con codice rosso agli ospedali Ingrassia e Civico di Palermo, dove per fortuna la prognosi non è più riservata.

I Carabinieri del comando provinciale di Palermo, con la collaborazione della stazione di Monreale, hanno arrestato un diciannovenne palermitano ritenuto l’esecutore materiale dello sparo, mentre continuano le ricerche di un secondo coinvolto.

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza hanno tracciato i movimenti dei sospetti, confermando la presenza di almeno due persone armate all’interno della folla.

L’intera comunità locale è sotto shock. La tradizionale festa del Santissimo Crocifisso, in calendario nei primi giorni di maggio, è stata ufficialmente sospesa dal sindaco che ha proclamato il lutto cittadino.

Nella mattinata successiva, cittadini e autorità si sono raccolti in un momento di raccoglimento nella piazza ora trasformata in altare improvvisato di fiori e candele. Al prefetto di Palermo è stato affidato il compito di rafforzare i controlli, soprattutto nelle ore serali, e di valutare potenziamenti della videosorveglianza nel centro storico.

Il caso di Monreale ha riacceso il dibattito sul fenomeno delle armi nelle mani dei giovani e sulla necessità di maggiore prevenzione nelle periferie.

Studi recenti mostrano come episodi simili, seppur più rari in Sicilia, abbiano radici comuni nella marginalità sociale e nella facilità con cui piccoli gruppi di ragazzi possono reperire armi sul mercato sommerso.

Diverse associazioni locali hanno già annunciato iniziative di educazione alla legalità nelle scuole e il rafforzamento di progetti di inclusione per i minori a rischio devianza.