Dalle aree interne del Mezzogiorno parte una rete di iniziative per rilanciare i borghi in via di spopolamento: tra innovazione, servizi essenziali e ritorno alle radici.


In un momento in cui le aree interne del Mezzogiorno affrontano sfide complesse, nasce il “Progetto Lupo”, un’iniziativa che mira a valorizzare e rigenerare i piccoli comuni italiani attraverso un approccio integrato e innovativo. Promosso dall’Associazione dei Piccoli Comuni Italiani, in collaborazione con le fondazioni onlus “Enrico Mattei” e “Pitagora”, il progetto si propone di affrontare le problematiche legate allo spopolamento, al digital divide e alla carenza di servizi essenziali.

Il simbolo scelto, il lupo, richiama l’antica popolazione degli Irpini, noti anche come Hirpini, che abitavano le regioni montuose tra Benevento, Venosa e Lucera. Questo animale rappresenta la resilienza e la capacità di adattamento delle comunità locali, qualità fondamentali per affrontare le sfide attuali.

Il progetto si concentra su diverse aree del Sud Italia, tra cui i Monti Dauni in Puglia, il Sannio e l’Irpinia in Campania, e il Vulture-Melfese in Basilicata. Questi territori condividono una storia di marginalizzazione, ma anche un potenziale significativo per lo sviluppo sostenibile.

Tra le iniziative previste vi è la federazione dei piccoli comuni e dei consorzi esistenti, al fine di unire le risorse amministrative e creare un gruppo di lavoro digitale supportato da esperti. Si punta all’adozione della banda larga satellitare per superare il digital divide e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza amministrativa.

Il progetto prevede anche l’attivazione di servizi di telemedicina e cliniche mobili per garantire l’accesso alle cure sanitarie nelle aree più isolate. La formazione è un altro pilastro fondamentale, con la collaborazione della Comau Academy per promuovere l’educazione nelle materie STEAM, la robotica e l’automazione.

In ambito agricolo, si promuovono tecniche innovative come l’idroponica, l’acquaponica e la piscicoltura, per valorizzare le risorse locali e creare nuove opportunità economiche. Il progetto “Ritorno a casa” mira a incentivare il rientro degli emigrati, in particolare dei giovani, mentre “I paesi integrati” si propone di favorire l’integrazione tra abitanti e migranti attraverso l’apprendimento di mestieri tradizionali.

Un’attenzione particolare è rivolta anche alle persone affette da demenza, con l’obiettivo di creare comunità sicure e inclusive. Il progetto si inserisce nel contesto delle discussioni sulla “legislazione differenziata”, che mira a riconoscere le specificità territoriali e a promuovere politiche più efficaci per le aree interne.

Virgilio Caivano, portavoce del coordinamento dei piccoli comuni italiani, sottolinea l’importanza di una visione condivisa per il Mezzogiorno, affermando che Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo devono camminare insieme per costruire un futuro comune. In questa prospettiva, il “Progetto Lupo” si propone come catalizzatore di un nuovo modello di sviluppo, basato su innovazione, inclusione e identità locale.


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