Baiano (Av) – Brucia residui vegetali in pieno divieto: sanzionato grazie all’intervento della Polizia Municipale

(Foto di repertorio)
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Nella serata del 26 giugno 2025, un’operazione congiunta delle Polizie Municipali di Baiano e Mugnano del Cardinale ha portato all’individuazione di un cittadino intento a bruciare residui vegetali in località Calabricita, al confine tra i due comuni irpini.
L’intervento è stato condotto sotto il coordinamento del comandante Francesco Tavasso per Baiano e del comandante Luca De Simone per Mugnano del Cardinale, e si è concluso con la contestazione di una violazione all’ordinanza sindacale n. 23 del 13 giugno 2025.

L’ordinanza, emessa proprio per il periodo estivo, vieta espressamente l’abbruciamento di materiale vegetale come misura di prevenzione contro il rischio di incendi boschivi. Tale provvedimento si inserisce nel più ampio quadro normativo regionale che, attraverso la legge regionale 16/2002 e il regolamento attuativo n. 8 del 2005, vieta fino al 30 settembre l’utilizzo di fuochi all’aperto, anche su terreni agricoli privati. Il divieto si applica in modo rigoroso, in particolare nelle aree a ridosso di zone boschive o sottoposte a tutela ambientale.

Il cittadino è stato immediatamente sanzionato, in conformità con quanto previsto dalla normativa. Le sanzioni per chi viola i divieti possono arrivare fino a 3.000 euro e, nei casi più gravi, prevedere anche responsabilità penali in caso di danni ambientali o incendio colposo.

L’episodio evidenzia una criticità tuttora diffusa: la pratica dell’abbruciamento, nonostante i divieti, continua a essere utilizzata da alcuni cittadini come metodo per smaltire i residui delle potature e delle lavorazioni agricole. Tuttavia, in condizioni di elevato rischio incendi – come avviene nei mesi estivi – anche un piccolo focolaio può degenerare in roghi estesi, compromettendo intere aree verdi e mettendo a rischio la sicurezza pubblica.

Le Polizie Municipali dei due comuni coinvolti, nonostante le difficoltà operative legate alla cronica carenza di personale, hanno rafforzato l’attività di vigilanza sul territorio, a dimostrazione di un impegno costante nella tutela ambientale e nell’applicazione rigorosa delle disposizioni vigenti. L’obiettivo resta quello di prevenire condotte pericolose e sensibilizzare la popolazione sul rispetto delle norme, in una fase dell’anno particolarmente delicata per l’equilibrio degli ecosistemi locali.

Il caso di Calabricita, seppur isolato, rappresenta un campanello d’allarme. Serve maggiore consapevolezza tra i cittadini e una sorveglianza attenta da parte delle istituzioni per evitare che comportamenti apparentemente innocui si trasformino in minacce concrete per il territorio.