Mosca cinese e cambiamento climatico: a Taurano si è discusso delle nuove strategie per salvare il castagno

A Taurano, in un clima che ha unito curiosità e partecipazione attiva, si è svolto un incontro che ha rimesso al centro la castanicoltura irpina, non come tema tecnico per addetti ai lavori, ma come questione strategica per il futuro del territorio. La country house L’Antica Fraconia ha accolto agricoltori, tecnici e operatori in un ambiente informale e accogliente, dove anche la degustazione finale ha contribuito a creare un’atmosfera di dialogo aperto e concreto.

Il confronto è partito da una constatazione ormai condivisa: la castanicoltura sta vivendo una fase di rinnovato interesse, ma questo slancio rischia di essere frenato se non accompagnato da un’assistenza tecnica continua e competente. È stato Sabato Castaldo, direttore di OP Il Guscio, a ricordarlo con chiarezza, sottolineando come l’organizzazione stia lavorando per costruire un sistema di supporto che non si limiti a interventi sporadici, ma che accompagni gli agricoltori nelle scelte quotidiane, con progetti concreti e figure professionali in grado di leggere le esigenze reali dei castagneti.

Il quadro delle opportunità territoriali è stato arricchito dall’intervento di Maurizio Reveruzzi del GAL Partenio, che ha illustrato i progetti di comunità in fase di pubblicazione. Reveruzzi ha evidenziato come queste iniziative possano aprire spazi nuovi per il mondo agricolo locale, offrendo strumenti utili a rafforzare le filiere e a sostenere chi vuole investire in un settore che, nonostante le difficoltà, continua a mostrare potenzialità significative.

La parte più tecnica dell’incontro ha preso forma con l’intervento di Alessandro Mazzocca, tecnico di OP Il Guscio, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una gestione del castagneto basata su monitoraggi costanti e su un piano strutturato di assistenza agricola. Mazzocca ha spiegato come la qualità delle produzioni dipenda dalla capacità di programmare gli interventi, interpretare correttamente i segnali del bosco e intervenire nei momenti più opportuni, evitando improvvisazioni che spesso compromettono l’intera stagione.

Il tema delle avversità è stato affrontato in modo approfondito dal dott. agr. Gianluca Scarcia, Field Marketing per il Sud Italia di Sipcam Italia, che ha delineato un quadro complesso, segnato dagli effetti del cambiamento climatico e dalla pressione crescente di stress biotici e abiotici, patogeni alieni e patologie crittogame. Scarcia ha dedicato un passaggio particolarmente rilevante alla mosca cinese del castagno (Dryocosmus kuriphilus), un insetto che ha cambiato radicalmente l’equilibrio dei castagneti italiani. Pur essendo oggi in parte contenuta grazie al Torymus sinensis, la mosca cinese continua a rappresentare una minaccia concreta: indebolisce la pianta, riduce la capacità produttiva e apre la strada ad altre infezioni. Scarcia ha spiegato che la gestione integrata non può prescindere da un monitoraggio capillare, dalla valutazione delle aree in cui il controllo biologico non è ancora pienamente efficace e da un uso ragionato dei prodotti fitosanitari, presentando le soluzioni Sipcam per il controllo degli insetti fitofagi e dei funghi patogeni.

Accanto alla difesa, un ruolo decisivo è stato attribuito alla nutrizione del castagno, con un approfondimento sui biostimolanti a pH acido come BlackJak Bio, Abyss, Aguademayo e Redcal. È stato evidenziato come la scelta del momento giusto per intervenire e la corretta programmazione delle applicazioni possano incidere in modo determinante sulla resa e sulla qualità delle produzioni, soprattutto in un contesto climatico sempre più instabile.

Alla fine della giornata, ciò che è emerso con forza è che la castanicoltura non può più essere affrontata con interventi isolati o con approcci improvvisati. Serve una visione complessiva, fatta di informazione, aggiornamento, condivisione di esperienze e soprattutto di un accompagnamento tecnico che permetta alle aziende di cogliere le opportunità di un settore che continua a suscitare interesse. L’incontro di Taurano ha dimostrato che, con il giusto supporto, la castanicoltura può diventare una leva concreta di sviluppo per il territorio, capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità.