Avella, il rito del Maio tra tradizione e memoria: l’edizione 2026 sarà dedicata anche alla prematura scomparsa di Tommaso Maio.

Avella si prepara a rinnovare uno degli appuntamenti più sentiti della propria identità culturale: il rito del Maio in onore di San Sebastiano Martire, patrono del paese. L’edizione 2026 prevederà un momento in ricordo della prematura scomparsa del Presidente della Festa del Majo Tommaso Maio, figura centrale nella tutela e nella trasmissione di questa antica tradizione.

La comunità è ancora segnata dalla perdita del Presidente, uomo profondamente legato al territorio e alle sue tradizioni. La sua passione e il suo impegno resteranno impressi nel cuore di quanti hanno condiviso con lui il rito del Maio, simbolo di identità collettiva e appartenenza.

L’organizzazione dell’evento è affidata al New Comitato Pro Majo Avella, che guiderà la comunità in un percorso che intreccia fede, folklore e ritualità antiche. Le celebrazioni prenderanno il via domenica 18 gennaio 2026 alle ore 6:00 con la Santa Messa e la benedizione degli attrezzi presso la Collegiata di San Giovanni. Al termine della funzione, il Comitato e i fedeli si recheranno nelle zone collinari per il tradizionale taglio del Maio, l’albero più grande, scelto secondo consuetudini tramandate da generazioni.

Il grande tronco, simbolo di forza, fertilità e legame con la terra, verrà poi trasportato in paese. La sfilata e l’alzata in Piazza I Maggio rappresentano uno dei momenti più emozionanti della manifestazione, coinvolgendo l’intera comunità in un clima di condivisione.

Il rito del Maio, pur essendo fortemente radicato ad Avella, si inserisce in una tradizione più ampia che accomuna diversi comuni del Mandamento Baianese, dove l’albero rituale accompagna feste patronali e ricorrenze religiose, mantenendo viva una comune matrice culturale.

Il momento culminante dei festeggiamenti è previsto per il 20 gennaio, giorno dedicato a San Sebastiano. Dopo le celebrazioni religiose del mattino, nel pomeriggio si svolgerà la solenne processione per le vie del paese. Al rientro del simulacro del Santo, la festa proseguirà con l’asta del Maio, la benedizione e la tradizionale accensione del falò, rito conclusivo ricco di significati simbolici.

Quest’anno, ogni gesto, ogni canto e ogni momento di festa porteranno con sé  il ricordo di Tommaso Maio e l’omaggio a chi ha dedicato la propria vita alla Festa del Majo. Un tributo sentito, che rafforza il valore del rito come patrimonio culturale immateriale e come testimonianza viva di una comunità che non dimentica e che continua a custodire e tramandare le proprie tradizioni.

(di Alessandro Siniscalchi)