[VIDEO] – Casoria, scoperto deposito clandestino con 5 tonnellate di sigarette di contrabbando: un arresto e sequestro di jammer

Un’operazione della Guardia di Finanza di Napoli ha portato alla scoperta di un deposito clandestino a Casoria, dove erano stoccate cinque tonnellate di sigarette di contrabbando pronte per essere immesse sul mercato illegale. L’intervento rientra in un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e rappresenta uno dei sequestri più significativi degli ultimi mesi nel contrasto ai traffici illeciti di tabacchi lavorati esteri.

L’attività investigativa è stata condotta dai finanzieri del Gruppo Pronto Impiego di Napoli, impegnati in controlli mirati sul territorio. Durante un servizio di pattugliamento, i militari hanno notato un furgone uscire da un locale seminterrato: alla vista della pattuglia, il conducente ha tentato una repentina inversione di marcia, comportamento che ha insospettito gli operanti inducendoli a procedere a un controllo immediato del mezzo.

All’interno del veicolo sono state trovate diverse casse di sigarette recanti marchi noti ma contraffatti, circostanza che ha spinto i finanzieri ad approfondire l’accertamento. La successiva perquisizione del deposito da cui il furgone aveva prelevato la merce ha permesso di rinvenire l’intero carico illecito: circa cinque tonnellate di tabacchi lavorati esteri, ancora imballati e suddivisi per tipologia, pronti per la distribuzione.

Nel corso delle operazioni è stato sequestrato anche un jammer, un disturbatore di frequenze utilizzato per inibire sistemi di comunicazione e localizzazione come GPS, reti mobili e onde radio. Un dispositivo di questo tipo, spesso impiegato per eludere controlli e monitoraggi, conferma il livello di organizzazione dell’attività criminale. 

Il responsabile del deposito, un uomo di 30 anni, è stato arrestato con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, aggravato dalla contraffazione dei marchi, oltre che per ricettazione e impedimento illecito di comunicazioni o conversazioni telegrafiche e telefoniche.

Le autorità precisano che il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare in fase di indagini preliminari. La persona coinvolta è da considerarsi presunta innocente fino a sentenza definitiva, come previsto dall’ordinamento.

L’operazione conferma l’impegno costante della Guardia di Finanza nel contrasto ai traffici illeciti che alimentano un mercato parallelo capace di generare ingenti profitti per la criminalità organizzata e danni economici allo Stato e ai consumatori.