Vasta operazione antidroga tra Napoli e Avellino: smantellata rete di spaccio con 28 misure cautelari

(foto di repertorio)

Alle prime ore del mattino, la Polizia di Stato ha effettuato a una vasta operazione antidroga che ha interessato contemporaneamente la periferia nord di Napoli e la provincia di Avellino. L’intervento, coordinato dall’autorità giudiziaria, ha smantellato una rete di spaccio che da anni alimentava il traffico di stupefacenti in Campania, con ramificazioni capaci di raggiungere anche l’Irpinia.

Le indagini, avviate già nella primavera del 2022, hanno preso forma grazie alle rivelazioni di un collaboratore di giustizia che aveva segnalato l’esistenza di una piazza di spaccio particolarmente redditizia nella zona nord di Napoli. Le verifiche successive hanno confermato un sistema criminale strutturato, capace di gestire approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione di droga attraverso modalità tradizionali e un servizio «a chiamata» che permetteva consegne rapide in diversi quartieri cittadini.

Un modello flessibile e moderno, pensato per sfuggire ai controlli e ampliare la clientela, che secondo gli investigatori rappresentava una delle evoluzioni più recenti del mercato illecito.

Il quadro ricostruito dagli inquirenti descrive una gerarchia interna rigida, con ruoli distinti tra chi custodiva la droga, chi la confezionava e chi si occupava della vendita al dettaglio. Nel corso delle attività è stato documentato anche un episodio di violenza armata avvenuto nell’estate del 2022, interpretato come un avvertimento legato alla contesa del territorio. Il sequestro di ingenti quantità di eroina, cocaina, crack e kobret, insieme al ritrovamento di circa centomila euro in contanti, ha confermato la portata economica del traffico.

Un elemento emerso con forza riguarda la destinazione di parte dei proventi, o sostegno, delle famiglie dei detenuti legati al gruppo criminale, un meccanismo, si potrebbe dire di welfare, che — secondo gli investigatori — contribuiva a mantenere coesione e continuità all’interno dell’organizzazione. Le misure cautelari sono state eseguite non solo a Napoli e provincia, ma anche in altre regioni e in diversi istituti penitenziari.

È proprio qui che entra in gioco Avellino, dove il carcere di Bellizzi Irpino è stato uno dei punti chiave dell’operazione. Alcuni degli indagati, già detenuti nella struttura irpina per altri procedimenti, sono stati raggiunti dalle nuove accuse, confermando che la rete criminale aveva esteso la propria influenza oltre l’area partenopea. Negli ultimi mesi, inoltre, il territorio avellinese era già stato interessato da ulteriori interventi delle forze dell’ordine contro lo spaccio, segno di una crescente attenzione verso una provincia spesso percepita come marginale ma in realtà sempre più coinvolta nelle dinamiche regionali del narcotraffico.

Secondo quanto riportato anche da fonti della Polizia di Stato, l’azione congiunta di Squadra Mobile, commissariati territoriali e reparti specializzati ha permesso di disarticolare una delle strutture di spaccio più radicate e organizzate della Campania, con un impatto significativo anche sull’Irpinia, dove la pressione investigativa rimane alta e costante.