Separazione delle carriere: ad Avellino un confronto aperto tra avvocatura, politica e informazione.

TOGHE AVVOCATI - AVVOCATI - fotografo: IMAGOECONOMICA

Avellino – Si terrà il prossimo 30 gennaio 2026, alle ore 15.30, presso il Carcere Borbonico di Avellino, nella Sala “Ciriaco De Mita”, il convegno dal titolo “Si spiega – Cosa cambia con la separazione delle carriere”, promosso dall’Ordine degli Avvocati di Avellino.

L’iniziativa si propone di offrire un momento di approfondimento e di confronto su uno dei temi più dibattuti del dibattito giuridico e istituzionale contemporaneo: la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante, con particolare attenzione alle ricadute sul sistema della giustizia, sulle garanzie costituzionali e sull’equilibrio dei poteri.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali dell’avv. Fabio Benigni, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, e dell’avv. Biancamaria d’Agostino, Consigliere Nazionale Forense, a testimonianza del rilievo nazionale della tematica affrontata.

Il convegno sarà moderato dal dott. Pierluigi Melillo, giornalista e Direttore Responsabile di Otto Channel TV, che guiderà il dibattito tra i diversi relatori, favorendo un dialogo accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Tra gli interventi in programma figurano:
Sen. Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi;
Avv. Carlo Morace, componente dell’Ufficio di coordinamento dell’Organismo Congressuale Forense;
Avv. Gaetano Aufiero, Presidente della Camera Penale Irpina;
Avv. Carmine Foreste, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Napoli.

Un parterre qualificato che consentirà di analizzare il tema da prospettive diverse – politica, forense e istituzionale – contribuendo a una riflessione approfondita e pluralista.

L’evento è accreditato ai fini della formazione professionale forense, con il riconoscimento di 3 crediti formativi ai partecipanti.

Il convegno conferma il ruolo dell’Ordine degli Avvocati di Avellino come punto di riferimento nel promuovere occasioni di studio e dibattito sui grandi temi della giustizia, in un momento storico in cui le riforme dell’ordinamento giudiziario occupano un posto centrale nell’agenda pubblica.

(di Alessandro Siniscalchi)