Nella notte appena trascorsa, tra il 20 e il 21 febbraio 2026, alle 01:28, il Cilento è stato interessato da un terremoto di magnitudo 4,5. Si tratta di un valore non trascurabile che tuttavia, nel caso specifico. non ha provocato danni e non è stato percepito in modo particolarmente intenso dalla popolazione. Questo apparente paradosso è spiegato dalla notevolissima profondità dell’ipocentro, stimata in circa 319 chilometri, che ha fatto sì che l’energia sismica si disperdesse in gran parte prima di raggiungere la superficie.
Secondo i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’epicentro è stato localizzato nei pressi di Montecorice (SA), nel territorio cilentano, in provincia di Salerno. La scossa, pur avendo una magnitudo 4,5, è stata avvertita in modo lieve e disomogeneo: alcuni residenti, soprattutto ai piani alti degli edifici, hanno riferito di aver percepito un leggero tremolio o un breve oscillare dei mobili, mentre molti altri non si sono accorti di nulla. Proprio la combinazione tra magnitudo 4,5 e profondità di circa 319 km è l’elemento chiave che ha reso il terremoto più un evento “tecnico” che un reale pericolo per la popolazione.

Dal punto di vista sismologico, si tratta di un evento che rientra nella particolare configurazione geodinamica dell’area dell’Italia meridionale, dove i movimenti profondi legati alla subduzione della microplacca adriatica (o adriatico-ionica) sotto la placca euroasiatica possono generare terremoti a grande profondità. Questi terremoti profondi, come abbiamo detto prima, sono in genere meno distruttivi rispetto ai terremoti superficiali di pari magnitudo, perché l’onda sismica deve attraversare uno spesso volume di crosta e mantello prima di raggiungere il suolo, perdendo parte della sua energia.
Le verifiche effettuate nelle ore successive alla scossa hanno confermato che non si sono registrati danni a persone o edifici, né sono pervenute segnalazioni di crolli, lesioni strutturali o interruzioni significative di servizi essenziali. Le autorità locali e i vigili del fuoco non hanno dovuto fronteggiare situazioni di emergenza legate al sisma, e la protezione civile non ha attivato misure straordinarie, proprio in virtù dell’assenza di conseguenze concrete sul territorio.
Dal punto di vista mediatico e della percezione sociale, l’evento ha comunque suscitato un certo allarme emotivo in chi ha avvertito la scossa, soprattutto in un’area che conosce bene il tema del rischio sismico. Sui social network e nelle conversazioni private sono circolate domande e richieste di chiarimento, alle quali i dati ufficiali dell’INGV hanno dato una risposta chiara: terremoto di magnitudo 4,5, ipocentro a circa 319 km di profondità, nessun danno registrato. Questa comunicazione tempestiva ha contribuito a rasserenare gli animi e a contestualizzare l’evento in un quadro scientifico preciso.

