REVE 2026, stretta definitiva sulle targhe estere: costi più alti, obblighi più rigidi e controlli rafforzati

Dal 25 maggio 2026 sono cambiate le regole per chi circola in Italia con un’auto immatricolata all’estero. Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni sul REVE, il Registro dei Veicoli Esteri, arrivano obblighi più severi, costi aggiuntivi e soprattutto controlli molto più serrati da parte delle forze dell’ordine. Una stretta pensata per mettere fine alle furbizie delle targhe straniere usate per eludere tasse, assicurazioni e sanzioni. E per molti automobilisti, residenti e non, il 2026 segna un cambio di passo che non si potrà più ignorare.

Dal 25 maggio 2026 il sistema REVE – il Registro dei Veicoli Esteri – è entrato in una fase completamente nuova. Le modifiche introdotte con la Legge n. 88/2026, che ha convertito il Decreto Legge 38/2026, hanno reso più stringenti gli obblighi per chi utilizza in Italia veicoli immatricolati all’estero, con l’obiettivo dichiarato di contrastare in modo più efficace le estero‑vestizioni e le elusioni fiscali legate a bollo, IPT e assicurazioni.

La novità più rilevante riguarda l’introduzione dell’IPT anche sulle registrazioni REVE, un costo che fino a pochi mesi fa non era previsto e che ora viene applicato come per un normale passaggio di proprietà. La misura, confermata dall’ACI nelle circolari operative diffuse a fine maggio, rende l’iscrizione al registro non solo obbligatoria ma anche più onerosa per chi utilizza stabilmente un veicolo con targa straniera pur risiedendo in Italia.

Parallelamente, sono state aggiornate le procedure documentali: per la registrazione non è più sufficiente la carta di circolazione estera, ma occorre presentare un titolo di utilizzo con data certa, come contratto di leasing, noleggio o comodato, in forma originale e non come semplice copia digitale. Una precisazione che ha lo scopo di evitare abusi e dichiarazioni non verificabili.

Resta invariato l’obbligo per i residenti in Italia che utilizzano un veicolo con targa estera per più di trenta giorni nell’arco dell’anno: in questi casi la registrazione al REVE è sempre necessaria, salvo le eccezioni già previste dal Codice della Strada. Anche per chi ottiene la residenza italiana, l’obbligo di immatricolare il veicolo entro novanta giorni rimane pienamente valido.

Le esclusioni – come quelle per i residenti a Campione d’Italia, il personale diplomatico o militare in servizio all’estero e i lavoratori frontalieri che utilizzano veicoli aziendali – sono state confermate senza modifiche nelle linee guida aggiornate.

La vera novità, però, riguarda l’attività di vigilanza. A partire da maggio 2026, le forze dell’ordine hanno annunciato un rafforzamento dei controlli su strada, con verifiche mirate soprattutto ai veicoli con targa dell’Est Europa e ai mezzi intestati a società estere ma utilizzati stabilmente da residenti italiani. Le sanzioni restano pesanti: da 712 a 3.558 euro, con possibilità di sequestro del veicolo in caso di mancata registrazione quando obbligatoria, oltre alla sospensione del documento di circolazione.

Il nuovo impianto normativo punta a rendere più trasparente la circolazione dei veicoli stranieri sul territorio nazionale e a ridurre un fenomeno che negli ultimi anni aveva assunto dimensioni rilevanti. Con l’introduzione dell’IPT e l’intensificazione dei controlli, il REVE diventa uno strumento più incisivo, destinato a incidere in modo significativo sulle scelte di chi, finora, aveva preferito circolare con targa estera per aggirare costi e obblighi fiscali.


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