Un’operazione condotta nelle prime ore del mattino ha portato all’esecuzione di 21 misure cautelari nei confronti di esponenti del Clan storico di Secondigliano, colpendo duramente una delle articolazioni più radicate dell’Alleanza di Secondigliano.
I provvedimenti, emessi dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno previsto 19 detenzioni in carcere e 2 arresti domiciliari, con cinque indagati già ristretti per altre vicende. L’azione dei Carabinieri ha confermato la capacità dello Stato di intervenire in maniera incisiva contro strutture criminali consolidate.
L’indagine ha messo in luce non solo i reati tipici di stampo mafioso – associazione camorristica, estorsioni, ricettazione ed evasione – ma anche un aspetto che negli ultimi anni sta assumendo un peso crescente: l’uso illecito di telefoni cellulari all’interno delle carceri.
Secondo gli investigatori, questi dispositivi consentivano ai detenuti di mantenere contatti con l’esterno e di impartire direttive, garantendo così la continuità delle attività criminali.
Le accuse sono tutte aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose, a conferma della pericolosità sociale del gruppo. In ambienti giudiziari è stato sottolineato come la capacità delle organizzazioni di riorganizzarsi anche dietro le sbarre rappresenti una sfida costante per le istituzioni.
È stato osservato che la tecnologia, se non adeguatamente controllata, rischia di trasformarsi in uno strumento di potere per le mafie, capace di aggirare le restrizioni e mantenere viva la catena di comando.
La conclusione dell’operazione non è soltanto un atto repressivo, ma anche un segnale forte: lo Stato intende contrastare le logiche mafiose dentro e fuori dal carcere, privando i clan della possibilità di influenzare la vita economica e sociale dei quartieri.
L’intervento odierno si inserisce in una strategia più ampia, volta a ridurre progressivamente la capacità operativa delle organizzazioni criminali storiche e a riaffermare la presenza delle istituzioni sul territorio.

