Nelle ultime ore, nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, è andata in scena un’operazione che riporta sotto i riflettori un tema noto ma tutt’altro che risolto: l’ingresso di droga e dispositivi illeciti negli istituti penitenziari campani. Durante una serie di controlli mirati, la polizia penitenziaria ha intercettato e sequestrato circa mezzo chilo di sostanze stupefacenti, un quantitativo che – secondo le organizzazioni sindacali – conferma quanto il fronte interno alle carceri resti caldo e complesso.
Il ritrovamento, avvenuto all’interno della struttura irpina, è stato comunicato dall’Unione Sindacale Polizia Penitenziaria attraverso una nota del delegato regionale Maurizio Repola. Da quanto si è appreso, il materiale rinvenuto era destinato ai detenuti e l’intervento degli agenti ha impedito che potesse circolare all’interno dell’istituto. Repola ha evidenziato come il sequestro rappresenti un tassello importante nella quotidiana attività di prevenzione, sottolineando che il personale continua a dimostrare professionalità e attenzione nonostante le difficoltà operative. Ha anche ribadito la necessità di fornire agli agenti strumenti adeguati per affrontare un fenomeno che, a suo dire, richiede risorse e strategie sempre più mirate.
A intervenire è stato anche il segretario regionale dell’Uspp, Ciro Auricchio, che ha descritto la situazione come una “guerra quotidiana” contro i tentativi di introdurre droga e telefoni cellulari nelle carceri campane. Auricchio ha richiamato l’attenzione sulle criticità che gravano sul settore, dalla carenza di organico alle condizioni operative spesso difficili, ricordando però che, nonostante tutto, il personale continua a garantire sicurezza e legalità con senso dello Stato.
La presenza di stupefacenti all’interno delle strutture detentive non è solo un problema disciplinare: incide sulla gestione della vita interna, alimenta traffici illeciti e mette a rischio l’equilibrio già delicato degli istituti. Per questo il sindacato ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli agenti di Sant’Angelo dei Lombardi, ringraziando il comandante e il direttore per l’impegno dimostrato. Il sequestro, spiegano, ha impedito che un quantitativo significativo di droga potesse essere distribuito tra i detenuti, confermando il ruolo centrale della polizia penitenziaria nel mantenimento dell’ordine.
L’episodio, pur non essendo isolato, riporta con forza al centro del dibattito la questione della sicurezza nelle carceri e la necessità di affrontare con continuità un fenomeno che continua a mettere alla prova gli operatori del settore. Una sfida che, come dimostra l’intervento di Sant’Angelo dei Lombardi, richiede attenzione costante e un sostegno concreto a chi, ogni giorno, lavora per garantire legalità dietro le sbarre.

