Fin dalle prime ore della giornata è stata avviata una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che ha interessato Roma, Napoli, Terracina, Latina e numerosi comuni della provincia pontina, coinvolgendo un articolato dispositivo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Latina. L’attività rientra nell’esecuzione di una misura cautelare personale e reale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, nell’ambito di un’indagine che ha messo in luce un sistema di interferenze criminali in grado di incidere su dinamiche amministrative, economiche e politiche del territorio.
Il provvedimento riguarda più soggetti gravemente indiziati di condotte riconducibili a scambio elettorale politico‑mafioso, estorsione aggravata, trasferimento fraudolento di valori e turbata libertà degli incanti, reati che delineano un quadro investigativo complesso e radicato. Le attività svolte hanno evidenziato collegamenti con strutture criminali operanti nell’area metropolitana campana, emanazioni dell’Alleanza di Secondigliano, già note per la loro capacità di infiltrazione nei settori economici e negli appalti pubblici.
Parallelamente all’esecuzione delle misure personali, i Carabinieri stanno procedendo a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni immobili, quote societarie e disponibilità economiche per un valore complessivo superiore ai 10 milioni di euro, frutto – secondo l’impianto accusatorio – di attività illecite e di operazioni di schermatura patrimoniale.
Le indagini hanno infatti evidenziato l’utilizzo di società e asset economici come strumenti per occultare la reale titolarità dei beni e consolidare la presenza criminale nel tessuto produttivo locale.

