La “banda della marmotta” colpisce ancora. Fatti saltare, nella notte, altri due bancomat, a Montemarano e a Nusco.


Nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno un boato ha squarciato il silenzio di Montemarano quando, poco prima delle quattro del mattino, un ordigno artigianale – la cosiddetta “marmotta” – è esploso all’interno del vano contanti dell’ATM della Banca MPS su via Roma, riducendo lo sportello in macerie e svegliando di soprassalto gli abitanti della zona. Trenta minuti più tardi, a Nusco, un’esplosione analoga ha fatto esplodere il bancomat della Banca di Credito Cooperativo in piazza Garibaldi, confermando la mano dello stesso gruppo criminale specializzato in assalti notturni agli sportelli automatici.

Sul luogo degli attentati sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Montella insieme al Nucleo Investigativo di Avellino e agli artificieri del Reparto Operativo. I militari hanno raccolto i frammenti dell’ordigno esploso, acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza e cercato tracce biologiche o impronte digitali inquadrando quelli che potrebbero essere i sospetti autori, mantenendo tuttavia il massimo riserbo sulle piste seguite e sul bottino ancora in fase di quantificazione.

Allo stato attuale, non è dato stabilirlo con certezza, ma non è affatto escluso che a compiere le due azioni dinamitarde possa essere la stessa banda di malviventi che ha colpito altri ATM in Irpinia. Infatti, i raid esplosivi di stanotte sembra essere analoghi ad altri che si sono verificati negli ultimi mesi: già il 4 giugno un tentativo di assalto al Postamat di Grottaminarda era fallito, costringendo i malviventi a fuggire a mani vuote dopo aver abbandonato un’auto sotto il ponte dell’autostrada Napoli‑Canosa, mentre il 16 giugno l’ufficio postale di Bisaccia era stato scosso da due deflagrazioni che hanno distrutto il bancomat di via Roma senza però consentire il furto delle casseforti interne. Ancora nella notte tra il 18 e il 19 giugno un doppio blitz a Calitri aveva provocato danni per circa trentamila euro al Postamat di piazza Salvatore Scoca, e nelle ultime settimane altre esplosioni analoghe avevano colpito gli sportelli di Monteverde.

Che si tratti di una rete criminale ben organizzata e dotata di competenze ingegneristiche è ormai chiaro: i carabinieri stanno procedendo a confronti balistici sui residui degli ordigni, analisi incrociate dei filmati e intercettazioni telefoniche per capire se dietro questi colpi ci sia sempre lo stesso gruppo o più bande che hanno adottato la tecnica della “marmotta”. L’obiettivo degli investigatori è spezzare questa catena di attentati, tutelare la sicurezza dei cittadini e impedire che altri ATM diventino bersagli di esplosioni potenzialmente letali.

Rimane alta l’attenzione sulla pericolosità degli ordigni improvvisati, capaci di proiettare schegge metalliche e calcinacci fino a decine di metri di distanza, mettendo a rischio chiunque si trovi nelle vicinanze. Le prossime ore e i controlli sui veicoli sospetti avvistati di recente nei pressi degli impianti bancari saranno cruciali per dare un volto e un’identità alla cosiddetta “banda della marmotta” e porre fine a questo incubo notturno che sta funestando l’Irpinia.