Concorso truccato nella Guardia di Finanza. 46 persone indagate e l’Amministrazione e il Ministero si sono costituiti parte civile


La Procura ha disposto il rinvio a giudizio di 46 persone nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nelle prove d’ingresso al concorso per la Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza del 2019; il dibattimento è fissato davanti al Tribunale competente per il 14 maggio 2026.

Le indagini ricostruiscono l’esistenza di un meccanismo che avrebbe visto candidati ricorrere a “controfigure” e all’uso di documentazione falsificata per ottenere punteggi più favorevoli dietro compensi economici; le ipotesi di reato comprendono truffa ai danni dello Stato, sostituzione di persona, falsificazione di documenti e introduzione con l’inganno in luogo militare.

L’Amministrazione interessata e il Ministero si sono costituiti parte civile e rivendicano un risarcimento per il danno economico e, soprattutto, per il danno d’immagine derivante da comportamenti che, secondo gli atti ufficiali, mettono a rischio la fiducia nelle procedure selettive e nelle Istituzioni.

La difesa contesta la piena sussistenza di alcuni capi d’imputazione, sostenendo che si tratterebbe di illeciti concorsuali da esaminare caso per caso e non di intrusioni finalizzate a compromettere la sicurezza dell’istituto; nel corso dell’udienza preliminare è stato inoltre registrato un proscioglimento e una condanna a carico di un imputato che aveva scelto il rito abbreviato,