A quanto pare, il blitz nella zona casertana di Saint Gobain, di cui abbiamo parlato in un altro altro articolo, continua a regalare dettagli degni di una sceneggiatura che nessuno aveva chiesto. La Guardia di Finanza di Caserta, guidata dal maggiore Marco Foladore, ha messo i sigilli a un centro benessere nascosto in un condominio, dove i “trattamenti terapeutici” erano solo la copertina di un libro dal contenuto decisamente più vivace.
Quando i militari hanno fatto irruzione, hanno trovato una giovane insieme a un cliente che, con sorprendente sincerità, avrebbe spiegato di aver concordato una prestazione sessuale da 100-120 euro dopo il massaggio. Insomma, altro che oli essenziali: c’era un vero e proprio tariffario parallelo, non esposto ma perfettamente noto agli habitué, che trasformava il posto in una casa di appuntamenti travestita da centro relax. Il cuore dell’attività, secondo gli investigatori, era proprio questo sistema collaudato fatto di discrezione, copertura formale e prezzi ben definiti.
La gestrice, una 47enne italiana residente nel Napoletano, è stata denunciata per sfruttamento della prostituzione, mentre sono scattate anche sanzioni pesanti per l’impiego di lavoratrici in nero. Le indagini non si fermano qui: ora si guarda anche ai proprietari degli immobili, che avrebbero continuato ad affittare i locali nonostante precedenti diffide. Una scelta lungimirante, evidentemente.
Vale la pena ricordare che in Italia la prostituzione non è reato: nessuno finisce nei guai per aver offerto o ricevuto una prestazione sessuale a pagamento. Il problema nasce quando l’attività viene organizzata come un’impresa, con tanto di struttura e gestione: in quel caso scatta il reato di sfruttamento, che può portare anche alla reclusione.

