La notte tra il 12 e il 13 giugno 2026 segna un nuovo capitolo nella complessa convivenza tra l’area flegrea e il suo sottosuolo inquieto. La circolazione ferroviaria tra Napoli Campi Flegrei e Pozzuoli Solfatara è stata sospesa a partire dall’una del mattino, una misura adottata in via precauzionale dopo che i tecnici di RFI hanno rilevato concentrazioni anomale di anidride carbonica all’interno della Galleria Flegrea, il tunnel che attraversa il Monte Olibano. La decisione, presa insieme alla Prefettura di Napoli, arriva in un momento in cui il territorio è già messo alla prova da settimane di scosse, sollevamento del suolo e segnali geochimici in aumento.
Il punto critico è proprio quel tratto sotterraneo, dove le misurazioni hanno evidenziato la presenza di CO₂ in quantità tali da imporre un immediato stop ai treni della Linea 2 e ai convogli regionali diretti verso la costa flegrea. RFI ha spiegato che sono necessarie verifiche approfondite e interventi tecnici prima di poter garantire nuovamente la sicurezza dell’infrastruttura, senza però indicare quando la circolazione potrà riprendere. Per pendolari e visitatori si prospetta quindi una giornata complicata, con collegamenti interrotti e soluzioni alternative ancora in fase di definizione.
La presenza di anidride carbonica non è un fatto isolato né casuale. I Campi Flegrei stanno vivendo una fase di bradisismo crescente, con un sollevamento del suolo che procede a circa un centimetro al mese secondo le stime dell’INGV. Questo movimento è accompagnato da un’intensa attività sismica e da una maggiore emissione di gas dal sottosuolo. La CO₂, in particolare, può avere origini diverse: una parte proviene dalla degassazione naturale dei fluidi vulcanici, ma un’altra può formarsi quando il carbonato di calcio presente nelle rocce si decompone termicamente a contatto con il magma, liberando anidride carbonica in un processo noto come decarbonatazione. È un fenomeno ben documentato nelle aree vulcaniche attive e rappresenta uno degli indicatori più significativi dell’interazione tra magma e crosta superficiale.
Negli ultimi mesi episodi simili avevano già destato preoccupazione, come nel caso della scuola di Pozzuoli chiusa dopo il rilevamento di valori anomali di gas e temperatura. Proprio quelle situazioni avevano spinto molti esperti a chiedere l’installazione di sensori nelle gallerie ferroviarie, una misura che oggi si rivela decisiva per intercettare tempestivamente condizioni potenzialmente rischiose.
L’interruzione della linea ferroviaria, a differenza delle sospensioni temporanee seguite a singole scosse, colpisce direttamente una delle infrastrutture più strategiche dell’area flegrea. Le autorità hanno avviato controlli lungo tutto il tratto interessato per valutare l’entità del fenomeno e stabilire quali interventi siano necessari. Fino alla conclusione delle verifiche, la tratta resterà chiusa e la mobilità tra Napoli e Pozzuoli dovrà adattarsi a un quadro incerto.
Resta la sensazione che questo episodio sia l’ennesimo segnale della delicatezza del territorio: un luogo in cui la vita quotidiana si intreccia con dinamiche geologiche profonde, e dove ogni variazione del sottosuolo può trasformarsi in un problema concreto per chi ci vive e ci lavora. In attesa di risposte tecniche e tempi certi, l’unica certezza è che il bradisismo continua a ricordare quanto fragile sia l’equilibrio dei Campi Flegrei.

