Una dichiarazione che, letta politicamente, va oltre la semplice incompatibilità: racconta un dissenso strutturale, un diverso modo di intendere la funzione pubblica. Caruso non nasconde che, nel tempo, si sia incrinato anche il piano personale e istituzionale, fino a registrare – come afferma senza giri di parole – «una mancanza di rispetto nei confronti della mia figura istituzionale e personale, che non posso né ignorare né accettare».
Il suo addio, dunque, non è un atto impulsivo. Anzi, la consigliera rivendica di aver tentato fino all’ultimo la strada del confronto: «Forse questa scelta avrei dovuto compierla prima. Tuttavia, il senso di responsabilità mi ha portato a rimanere, nella convinzione che il dialogo e il confronto potessero ancora rappresentare una strada percorribile». Una riflessione che lascia intuire quanto la decisione sia stata ponderata e quanto il tentativo di mantenere un equilibrio interno sia stato, per lei, un impegno costante.
Ma oggi, quel tentativo appare definitivamente esaurito. «Non vi sono più le condizioni per proseguire questo percorso. Quando viene meno il rispetto, viene meno anche la base su cui costruire qualsiasi collaborazione politica seria e credibile», afferma Caruso, sancendo un punto di rottura che non ammette più ricuciture. E proprio per evitare interpretazioni distorte, chiarisce la natura del suo gesto: «La mia non è una scelta contro qualcuno, ma a favore della dignità del ruolo che ricopro e dei valori in cui credo».
La sua uscita dalla maggioranza non coincide, però, con un disimpegno dalla vita amministrativa. Al contrario, Caruso rivendica la volontà di continuare a lavorare per la comunità, ma con un nuovo posizionamento: «Continuerò con responsabilità, autonomia e spirito costruttivo, nell’esclusivo interesse dei cittadini».
È evidente che questo passaggio ridisegna gli equilibri politici del Consiglio comunale di Avella. La maggioranza dovrà ora fare i conti con una nuova configurazione interna, mentre l’opposizione si troverà di fronte a un’interlocutrice autonoma, potenzialmente capace di incidere sulle dinamiche future.
In un momento già delicato per gli assetti locali, la scelta di Caruso non è soltanto un fatto amministrativo: è un segnale politico forte, destinato a pesare sulle prossime mosse dell’intero Consiglio e a influenzare il clima istituzionale dei mesi a venire.

