Alta Velocità Napoli–Bari, fondi per Apice e territorio: la Stazione Hirpinia al centro del nuovo sviluppo infrastrutturale

L’avanzamento dell’Alta Velocità/Alta Capacità Napoli–Bari continua a produrre effetti concreti sui territori attraversati, segnando una fase nuova per l’intero asse infrastrutturale che ruota attorno alla Stazione Hirpinia, nodo strategico per la mobilità dell’Appennino campano. In questo quadro, la Regione Campania ha formalizzato, attraverso il Decreto Dirigenziale n. 3 del 14 gennaio 2026, l’assegnazione di 3.834.268 euro al Comune di Apice, risorse provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021–2027 e destinate agli interventi di rammaglio sulla rete viaria ordinaria nei territori interessati dal terzo e quarto lotto dell’opera.

Il finanziamento rappresenta la prima tranche dei ristori previsti per i Comuni coinvolti nei lavori dell’AV/AC e si inserisce in un percorso avviato già negli anni precedenti, quando l’avvio dei cantieri aveva reso evidente la necessità di accompagnare la grande infrastruttura con opere complementari capaci di migliorare la qualità della mobilità locale. La presenza della Stazione Hirpinia, concepita come punto di interscambio tra ferro e gomma e come porta d’accesso dell’Irpinia alle reti veloci nazionali, ha rafforzato questa esigenza, spingendo istituzioni e amministrazioni a programmare interventi che potessero valorizzare l’intero sistema territoriale.

Le risorse assegnate consentiranno ora di avviare le opere di sistemazione della viabilità rurale e di predisporre le prime attività per la realizzazione del nuovo asse di collegamento tra la zona industriale di Ponte Valentino e l’autostrada A16, un’infrastruttura che, nelle intenzioni condivise, dovrà dialogare direttamente con il futuro Hub logistico dell’area Hirpinia, creando un corridoio funzionale tra poli produttivi, rete ferroviaria ad alta capacità e sistema autostradale. In questo scenario, Apice non è un punto isolato, ma parte di un mosaico più ampio che comprende la Valle dell’Ufita, l’area industriale di Grottaminarda, la piattaforma logistica in via di definizione e l’intero bacino economico che gravita attorno alla nuova stazione.

Le reazioni istituzionali e imprenditoriali confermano la portata dell’intervento. Amministratori locali, associazioni di categoria e operatori economici sottolineano come la disponibilità di fondi rappresenti un’opportunità concreta di sviluppo, capace di incidere sulla competitività delle imprese e sulla qualità dei collegamenti interni, storicamente uno dei punti deboli delle aree interne campane. La prospettiva di un sistema integrato che unisce alta velocità, viabilità rinnovata e funzioni logistiche avanzate viene letta come un’occasione per ridurre il divario infrastrutturale e per rafforzare la capacità attrattiva dell’intero territorio.

Il progetto Napoli–Bari, che negli ultimi anni ha visto l’apertura di nuove tratte e l’avanzamento dei cantieri, si conferma così non solo come un’opera di trasporto, ma come un intervento in grado di generare ricadute socioeconomiche diffuse, soprattutto laddove le amministrazioni riescono a intercettare risorse e a programmare interventi complementari. In questo contesto, la Stazione Hirpinia assume un ruolo centrale: non solo punto di fermata, ma elemento di connessione tra aree produttive, corridoi europei e comunità locali.

L’assegnazione dei fondi ad Apice rappresenta dunque un tassello di un processo più ampio, che punta a trasformare la presenza dell’Alta Velocità in un motore di crescita per l’intero territorio irpino e sannita. Un percorso che richiederà continuità amministrativa, capacità di progettazione e una visione condivisa, ma che già oggi mostra i primi risultati tangibili, confermando come le grandi opere possano diventare leve di sviluppo quando integrate in una strategia territoriale coerente.


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