Abbruciamenti, Cantalupo bacchetta l’amministrazione comunale di Sperone: «Non bastano le ordinanze, bisogna farle rispettare. Questa non è una battaglia personale, ma una battaglia di tutti».

(Immagine indicativa, di repertorio)

SPERONE – Con l’avvio della raccolta delle nocciole torna a farsi sentire con forza il problema dei fumi provenienti dalle campagne.

A occuparsi della situazione è il consigliere Angelo Cantalupo, che ieri, durante il consueto “giro di ronda” sul territorio e a seguito di alcune segnalazioni, si è recato personalmente nelle campagne per verificare quanto stava accadendo.

L’attenzione si è concentrata su un terreno situato al confine tra Sperone e Baiano, dove è stata riscontrata una situazione che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri della stazione di Baiano. I militari hanno individuato il terreno ed effettuato gli opportuni accertamenti. Per quanto riscontrato, verranno adottati i provvedimenti del caso da parte degli organi competenti.

«Ieri, nel corso del mio consueto giro di ronda, dopo alcune segnalazioni dei cittadini, mi sono recato personalmente nelle campagne – spiega il consigliere Cantalupo –. Purtroppo ci siamo trovati ancora una volta di fronte al problema dei fumi provocati dagli abbruciamenti dei residui vegetali. Ho ritenuto necessario interessare le forze dell’ordine affinché venissero effettuati tutti gli accertamenti necessari».

Il problema si ripresenta puntualmente nel periodo della raccolta delle nocciole. Tra la fine di agosto e settembre, infatti, alcuni agricoltori ricorrono alla combustione di foglie secche, ramaglie e residui di potatura per ripulire i terreni e rendere più agevole la raccolta dei frutti caduti, oltre a facilitare il passaggio dei soffiatori e delle macchine raccoglitrici.

Una pratica che, quando effettuata in violazione delle disposizioni vigenti, può provocare dense colonne di fumo, le cosiddette “fumarole”, capaci di propagarsi rapidamente nelle aree collinari e nei centri abitati, creando disagi alla popolazione e incidendo sulla qualità dell’aria.

«Non possiamo più permettere che ogni anno si ripeta lo stesso scenario – continua Cantalupo –. La situazione sembra essere diventata grave e fuori controllo. La raccolta delle nocciole è una risorsa importante per il nostro territorio, ma non può avvenire a discapito della qualità dell’aria e del benessere dei cittadini. È necessario che vengano presi i dovuti provvedimenti nei confronti di chi non rispetta le regole».

Il consigliere rivolge quindi un appello diretto al sindaco e a tutti gli amministratori, chiedendo una collaborazione concreta per affrontare il problema degli abbruciamenti nelle campagne.

Angelo Cantalupo

«Invito il sindaco e tutti i consiglieri a collaborare con me in questa battaglia. Non servono soltanto le ordinanze, se poi queste non vengono fatte rispettare. Servono controlli, presenza sul territorio e provvedimenti concreti nei confronti di chi continua a non rispettare le regole».

Per Cantalupo, dunque, non basta stabilire divieti: è necessario che alle disposizioni seguano controlli efficaci e interventi tempestivi.

«Questa non deve essere una battaglia personale, ma una battaglia di tutti e per tutti. Il sindaco, la giunta, il Consiglio comunale e le forze preposte ai controlli devono lavorare insieme. I cittadini hanno diritto a respirare aria pulita e le regole, una volta emanate, devono essere rispettate e fatte rispettare», sottolinea il consigliere.

L’episodio di ieri riporta ancora una volta l’attenzione sulla necessità di controlli più serrati nelle campagne, soprattutto in questo periodo dell’anno. Le segnalazioni dei cittadini, unite all’attività di monitoraggio del territorio e all’intervento delle forze dell’ordine, possono contribuire a contrastare un fenomeno che, secondo Cantalupo, non può più essere considerato secondario.

«Non è più tollerabile respirare aria compromessa a causa di comportamenti che possono e devono essere evitati. Servono controlli e rispetto delle regole. Sono pronto a continuare a monitorare il territorio e a segnalare ogni situazione che possa arrecare danno alla collettività», conclude Cantalupo.

 (di  Alessandro Siniscalchi)