Incidente sulla A30 Caserta-Salerno e il provvidenziale intervento di Carmela, la soccorritrice che ha fermato l’emorragia con una cintura

Carmela Valentina D’Avino, di Castellammare di Stabia, non era preparata a ciò che avrebbe trovato lungo l’A30 ieri mattina. Ma, come un angelo, ha reagito con prontezza e perizia. Era uscita di casa come sempre, con la mente già proiettata verso il lavoro, quando la strada le ha restituito un’immagine che difficilmente riuscirà a scacciare. Un padre paralizzato dalla paura, che con il corpo cercava di fare da scudo alla sua famiglia; una madre ferita, che chiedeva aiuto con un filo di voce; tre bambini immobili, con lo sguardo grande e lucido di chi ha appena visto qualcosa che non dovrebbe appartenere all’infanzia. Uno di loro stringeva il suo barboncino come fosse un salvagente emotivo, l’unico appiglio in mezzo al frastuono delle sirene e dei vetri infranti.

Carmela, la giovane soccorritrice

Poco più avanti, Carmela ha notato un’auto capovolta. Dentro, un corriere. Un uomo che fino a pochi minuti prima stava semplicemente lavorando, e che ora si ritrovava intrappolato, sanguinante, terrorizzato. Lei si è chinata accanto a lui, ha cercato di tamponare l’emorragia con una cintura, mentre lui, con la voce rotta, continuava a ripetere che a casa lo stavano aspettando. A un certo punto le ha chiesto, quasi sussurrando, di prendere il suo telefono. Voleva solo sentire la moglie, come se quella voce potesse tenerlo ancorato alla vita. Carmela lo racconta come un momento che le resterà dentro, perché in quegli istanti non vedeva un incidente: vedeva un essere umano che aveva paura, che voleva tornare da chi amava, che non voleva diventare un ricordo.

E mentre lei e pochi altri si affannavano per aiutare, c’era chi si avvicinava solo per filmare. Carmela lo ha notato e ne è rimasta ferita. Non tutti riescono a intervenire, lo capisce. Ma tra usare il telefono per chiedere aiuto e usarlo per immortalare la tragedia c’è un abisso morale. In quel tratto d’asfalto, dice, ha visto il meglio e il peggio delle persone convivere nello stesso spazio: chi sceglie di esserci e chi sceglie di guardare.

Il suo pensiero finale è un invito, quasi un monito: se su quella strada ci fosse stata la persona che ami più di ogni altra, cosa avresti voluto? Qualcuno che riprende la scena o qualcuno che si inginocchia accanto a lei per salvarla? Carmela la sua risposta ce l’ha già. E spera che chi legge trovi la propria.

Le persone coinvolte nell’incidente hanno ricevuto le cure dei sanitari e, per fortuna e grazie anche all’intervento di Carmela, non sono in pericolo di vita.