La svolta della nuova giunta regionale della Campania: aree interne e acqua pubblica tra le principali priorità

Palazzo Santa Lucia - Napoli

Dalle prime dichiarazioni della nuova giunta regionale guidata da Roberto Fico trapela la volontà di impostare un metodo di governo fondato su obiettivi chiari e verificabili, più che su interventi simbolici. È un’impostazione che emerge con nettezza quando il presidente richiama la necessità di affrontare con serietà il tema delle aree interne, territori che negli anni hanno spesso ricevuto misure episodiche, prive di una visione di lungo periodo. Fico insiste sulla programmazione, sulla definizione di traguardi concreti e sulla trasparenza del percorso che ha portato alla composizione della giunta, presentata come frutto di un confronto politico ordinato e non di compromessi al ribasso.

Parallelamente, le parole della nuova assessora all’Ambiente, Claudia Pecoraro, delineano un altro pilastro del programma: la gestione dell’acqua come bene pubblico. La sua posizione è inequivocabile. L’acqua deve restare sotto controllo pubblico, con criteri di efficienza e trasparenza che garantiscano un servizio all’altezza della sua natura essenziale. Pecoraro annuncia la volontà di verificare quanto realizzato finora, in particolare rispetto alla società mista pubblico-privato introdotta dalla precedente amministrazione per la gestione delle sorgenti e dell’adduzione. È un segnale di attenzione verso un settore che, in Campania, ha sempre rappresentato un banco di prova politico e amministrativo.

Questi due assi programmatici, apparentemente distinti, si intrecciano in modo naturale. Le aree interne sono i territori in cui la qualità dei servizi essenziali, a partire dall’acqua, incide in maniera più evidente sulla vita quotidiana. E la gestione dell’acqua e dell’ambiente è uno dei fattori che più influenzano la possibilità di garantire sviluppo, sicurezza e diritti in quelle stesse zone. Le dichiarazioni di Fico e Pecoraro, pur provenendo da ambiti diversi, convergono dunque su un punto comune: la necessità di una governance stabile, trasparente e orientata al lungo periodo.

Se queste prime affermazioni rappresentano davvero l’impronta della nuova stagione politica regionale, il passo successivo sarà trasformarle in atti amministrativi coerenti. Le parole non bastano, ma è altrettanto vero che raramente l’avvio di una giunta aveva mostrato una volontà così esplicita di definire subito un metodo. La Campania, soprattutto quella lontana dai centri più visibili, attende da tempo una politica capace di superare l’emergenza e costruire prospettive. Le premesse, almeno nelle intenzioni dichiarate, sembrano andare in questa direzione. Resta ora da verificare se diventeranno realtà.