Sin dalle prime settimane della nuova legislatura campana, i rapporti di forza interni alla maggioranza hanno mostrato quanto il quadro politico fosse ancora in fase di assestamento. È in questo clima che si inserisce il prossimo passaggio istituzionale destinato a ridisegnare l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale: l’ingresso di Enzo Alaia come nuovo Questore del Consiglio regionale della Campania. figura che sovrintende a una parte decisiva dell’organizzazione amministrativa dell’assemblea.
Funzioni del Questore del Consiglio regionale della Campania
Gestisce, insieme all’Ufficio di Presidenza, il bilancio interno del Consiglio regionale, partecipando alla predisposizione, approvazione e controllo delle spese.
Sovrintende alla regolarità amministrativa e contabile delle attività del Consiglio, verificando che le risorse siano utilizzate correttamente.
Partecipa alla gestione del personale del Consiglio regionale, incluse dotazioni organiche, assunzioni, mobilità e organizzazione degli uffici.
Vigila sul corretto funzionamento dei servizi consiliari, assicurando che sedute, commissioni e attività amministrative si svolgano senza irregolarità.
Collabora con il Presidente del Consiglio nella gestione organizzativa interna, contribuendo alle decisioni operative e regolamentari.
Partecipa all’applicazione del Regolamento consiliare, anche in materia disciplinare verso i consiglieri in caso di comportamenti non conformi.
Contribuisce alla definizione delle misure di sicurezza interna e di ordine dell’assemblea, secondo le direttive dell’Ufficio di Presidenza.
Assicura trasparenza e correttezza nella gestione delle risorse e dei procedimenti interni, fungendo da garante del buon andamento amministrativo.
Rappresenta una delle due componenti di garanzia dell’Ufficio di Presidenza, una espressa dalla maggioranza e una dall’opposizione, per bilanciare i poteri interni.
Partecipa a tutte le deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza, che è l’organo che governa l’intera macchina amministrativa del Consiglio regionale.
La vicenda affonda le sue radici nella seduta del 29 dicembre, quando l’elezione di Raffaele Aveta del Movimento 5 Stelle aveva sorpreso molti osservatori. Quel voto, maturato in un’aula attraversata da tensioni evidenti, aveva certificato la distanza momentanea tra Casa Riformista e il resto della coalizione che sostiene il presidente Roberto Fico. In quella occasione, l’assenza dei consiglieri riformisti durante le operazioni di voto, come riportato da diverse ricostruzioni giornalistiche, aveva rappresentato un segnale politico inequivocabile.
Nei giorni successivi, la situazione si è ulteriormente complicata con le dimissioni di Aveta dall’incarico, un gesto che ha imposto la riapertura del dossier e una nuova votazione. Da quel momento, la maggioranza ha lavorato per ricomporre le fratture e ristabilire un equilibrio interno, anche alla luce delle altre partite aperte, come la defiDa quel momento, la maggioranza ha lavorato per ricomporre le fratture e ristabilire un equilibrio interno, anche alla luce delle altre partite aperte, come la denizione delle presidenze delle commissioni consiliari, ancora bloccate per la mancata indicazione dei nomi da parte di alcuni gruppi, tra cui proprio Casa Riformista.
In questo contesto, la figura di Alaia è emersa come la soluzione più solida per riportare ordine e continuità. Esponente di lungo corso del fronte centrista, già presidente della Commissione Sanità nella precedente consiliatura, Alaia è considerato un profilo capace di garantire affidabilità e conoscenza delle procedure, qualità particolarmente preziose in una fase in cui il Consiglio è chiamato a misurarsi con scadenze delicate, a partire dall’approvazione del Bilancio regionale.
La sua indicazione, sostenuta in modo compatto dai gruppi della maggioranza dopo giorni di trattative, rappresenta anche un segnale politico: la volontà di chiudere rapidamente la parentesi di incertezza e di presentarsi con un assetto istituzionale pienamente operativo. Le cronache politiche sottolineano come il nuovo gruppo consiliare Casa Riformista–Noi di Centro, di cui Alaia è uno dei riferimenti, stia giocando un ruolo crescente nella definizione degli equilibri interni al campo largo che sostiene Fico.
La seduta prevista per metà gennaio dovrebbe formalizzare l’elezione, ma il quadro appare ormai delineato. Il ritorno di Alaia in un ruolo di responsabilità all’interno dell’Ufficio di Presidenza viene letto come un passo verso la normalizzazione dei rapporti interni e come un segnale di stabilità in un avvio di legislatura che ha già mostrato quanto la maggioranza sia articolata e, talvolta, difficile da tenere compatta.
In attesa del voto ufficiale, resta la sensazione che questo passaggio non sia soltanto un avvicendamento tecnico, ma un tassello di una più ampia partita politica che accompagnerà l’intero percorso della nuova legislatura campana.

