L’Amministrazione comunale di Avella, tramite il proprio sito, ha diffuso una nota ufficiale per chiarire alcuni aspetti legati agli allagamenti che hanno interessato Avella e, in particolare, il tratto di via Nazionale delle Puglie.
Il Comune ha voluto ribadire con fermezza che la pulizia delle caditoie è stata effettuata regolarmente tra settembre e ottobre del 2024, che la stessa operazione è già programmata per il prossimo autunno e che diventerà un appuntamento costante e ciclico, collocato sempre subito dopo la raccolta delle nocciole e prima dell’inverno. Sarebbe dunque infondata l’accusa secondo cui gli allagamenti deriverebbero da mancata manutenzione.
La realtà è ben diversa: esiste una criticità infrastrutturale che riguarda un’arteria, via Nazionale delle Puglie, che non rientra nella competenza diretta del Comune e che convoglia le acque piovane provenienti da un territorio molto più ampio, l’intero Mandamento.
Qui il collettore, realizzato oltre trent’anni fa, risulta oggi nettamente sottodimensionato rispetto ai fenomeni atmosferici odierni e non riesce più a svolgere il ruolo per cui era stato pensato. Non è un caso che la problematica sia stata portata anche all’attenzione del Prefetto di Avellino e che i sindaci del territorio stiano lavorando insieme ai tecnici per arrivare a una soluzione condivisa.
Ad Avella, con il supporto della Regione Campania, è ormai in fase avanzata la progettazione di un piano di interventi che sarà illustrato a breve ai cittadini e che avrà carattere definitivo e risolutivo.
La vicenda, tuttavia, non può essere compresa fino in fondo se non si considera il mutato contesto meteorologico. La stampa locale ha infatti registrato più volte episodi di forte instabilità, con allerta meteo gialle già nel periodo di Ferragosto. In diversi casi si sono verificate precipitazioni eccezionalmente intense, con picchi di oltre 60 millimetri di pioggia concentrati in appena mezz’ora, quantità che qualunque infrastruttura fatica a reggere. Non si tratta quindi di eventi ordinari ma di veri e propri nubifragi, capaci di trasformarsi in pochi minuti in bombe d’acqua.
Il problema, dunque, non è soltanto locale. Di fronte a precipitazioni così violente, anche un sistema di smaltimento perfettamente manutenuto può trovarsi in difficoltà. Gli allagamenti che si sono verificati mettono in luce una questione più ampia: le reti fognarie, progettate decenni fa, non sono più adeguate alle mutate condizioni climatiche. Ciò che un tempo era considerato un temporale eccezionale oggi rischia di diventare la norma, e questo impone un ripensamento radicale delle infrastrutture idrauliche.
La sottodimensione del collettore di via Nazionale delle Puglie è l’esempio concreto di una criticità che si ripete in molti altri territori italiani. Si tratta di un tema che non può essere affrontato solo a livello comunale: occorre una strategia coordinata, provinciale, regionale e soprattutto nazionale.
Gli amministratori locali hanno avviato i primi passi, ma senza un quadro di riferimento e senza investimenti strutturali il rischio è che interventi puntuali non siano sufficienti a risolvere il problema.
Le autorità dovranno interrogarsi seriamente su come impostare i futuri piani di manutenzione e potenziamento, anche alla luce delle strategie di adattamento climatico promosse dall’Unione Europea e del quadro di finanziamenti previsti dal PNRR.
È evidente che servono progetti lungimiranti, capaci di garantire reti fognarie resilienti, progettate per reggere volumi di pioggia sempre più intensi e frequenti.
In questo senso, a livello nazionale, gli esperti del settore idraulico e urbanistico stanno già indicando alcune possibili soluzioni tecniche: l’adozione di vasche di laminazione, grandi bacini capaci di raccogliere temporaneamente l’acqua piovana per poi rilasciarla gradualmente nella rete; l’implementazione di sistemi di drenaggio urbano sostenibile, come pavimentazioni permeabili e giardini di assorbimento, che consentono di ridurre l’impatto delle piogge sulle superfici asfaltate; e, laddove possibile, la realizzazione di nuove condotte di maggiore diametro, in grado di smaltire più velocemente le acque meteoriche.
Questi interventi, se combinati a una manutenzione regolare, possono rappresentare una risposta strutturale e duratura agli eventi meteo estremi.
In conclusione, da Avella arriva un messaggio chiaro: la manutenzione ordinaria è stata fatta e continuerà a essere programmata con regolarità, ma il tema degli allagamenti non può essere liquidato con accuse superficiali e “acchiappaclick”: cio che serve è, invece, un’assunzione di responsabilità a più livelli istituzionali.
Il Comune si prepara a presentare alla cittadinanza un piano di interventi concreto, ma al tempo stesso richiama l’attenzione su un nodo che riguarda l’intero Paese. In un’epoca in cui le piogge torrenziali rischiano di diventare sempre più frequenti, la capacità di pianificare e realizzare infrastrutture adeguate sarà decisiva per garantire la sicurezza dei cittadini e la vivibilità dei territori.
ARTICOLI CORRELATI:
Bomba d’acqua sul Baianese – Nazionale allagata. Il filmato nei pressi dell’autostrada

