Primo appello Medicina a Salerno: oltre 1.000 studenti, ma serve favorire il percorso fino alla laurea

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Oltre mille studenti hanno affrontato oggi il primo appello del semestre filtro per l’accesso a Medicina, introdotto dalla recente riforma del percorso accademico.
All’Università di Salerno a questo primo appello si sono presentati 1.065 candidati. Il secondo appuntamento è fissato per il 10 dicembre, con la pubblicazione dei risultati del primo entro il 3 dicembre e di quelli del secondo entro il 23.
Le prove, che spaziano tra fisica, chimica, biochimica, biologia e propedeutica, prevedono 31 quesiti a risposta multipla ciascuna.
Per ottenere l’idoneità occorre raggiungere almeno 18 punti su 30. Il sistema di valutazione assegna un punto per ogni risposta corretta, non attribuisce punteggio alle risposte lasciate in bianco e sottrae 0,1 punti per ogni errore. Gli studenti possono anche decidere di rinunciare al voto del primo appello per tentare di migliorare la propria performance a dicembre.

La selezione appare sempre più severa e articolata, mentre il Paese continua a denunciare una carenza di medici. È il paradosso di un sistema che, pur avendo bisogno urgente di professionisti in corsia, sul territorio e nella ricerca, sembra complicare l’accesso a una professione vitale per il futuro della società.

In questo contesto, diventa essenziale che la politica si assuma la responsabilità di razionalizzare il percorso di studi in Medicina, rendendolo più lineare e sostenibile.
Non si tratta solo di facilitare l’ingresso, ma anche di creare strumenti normativi che permettano a chi ha interrotto il percorso, magari per motivi economici o familiari, di riprenderlo senza test, riconoscendo d’ufficio tutti i crediti già acquisiti, e sostenendo i più meritevoli con borse di studio appositamente costituite.

Chi, per esempio, avesse già superato almeno metà degli esami ha dimostrato di possedere le capacità e la determinazione necessarie per diventare medico. È un patrimonio di intelligenze e competenze che non può essere disperso.
Occorre quindi prevedere percorsi di recupero, incentivazione e reinserimento che stabilisca il riconoscimento pieno (come già dovuto al livello europeo) dei crediti maturati, anche qualora lo studente abbia nel frattempo conseguito un’altra laurea o che stia seguendo un altro corso di laura, dottorato o percorso accademico.
Sarebbe questa una scelta lungimirante, che valorizza chi ha già investito anni di studio e che garantisce al sistema sanitario nuove risorse qualificate e competenti.

Meglio incentivare e recuperare studenti formati in Italia che lasciare spazio a percorsi opachi e poco trasparenti e poco professionalizzanti compiuti all’estero.
Un intervento politico in questa direzione non solo risponderebbe alla necessità di colmare la carenza di medici, ma rappresenterebbe anche un atto di giustizia verso chi ha già dimostrato di essere all’altezza di una professione tanto delicata quanto indispensabile.

 

Dal punto di vista normativo, fino al 2022 vigeva ancora il divieto introdotto da una legge del 1933, che impediva la doppia iscrizione. Con la Legge n. 33/2022 e i successivi decreti ministeriali (DM n. 930 del 29 luglio 2022 e DM n. 933 del 2 agosto 2022), è stata introdotta la possibilità di iscriversi a due corsi contemporaneamente.

Ecco i punti principali:

  • Due corsi di laurea: è consentito iscriversi a due corsi di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico, purché appartengano a classi di laurea diverse.
  • Laurea + dottorato: è ammessa la contemporanea iscrizione a un corso di laurea/laurea magistrale e a un dottorato di ricerca.
  • Laurea + master: è possibile iscriversi a un corso di laurea/laurea magistrale e a un master.
  • Laurea + scuola di specializzazione non medica: è consentito combinare un corso di laurea con una scuola di specializzazione non medica.
  • Scuole di specializzazione mediche: qui resta il divieto. Non è possibile iscriversi contemporaneamente a una scuola di specializzazione medica e a un altro corso di laurea.
  • Borse di studio: la normativa non vieta la doppia iscrizione in presenza di una borsa di studio, ma occorre verificare i regolamenti specifici dell’ente erogatore, perché alcune borse impongono vincoli di esclusività.
  • Obbligo di frequenza: se uno dei corsi prevede obbligo di frequenza, bisogna rispettarlo. In pratica, la compatibilità dipende anche dall’organizzazione didattica.

In sintesi, oggi uno studente può conseguire una seconda laurea mentre frequenta un altro corso, un master o un dottorato, ma non può farlo se è iscritto a una scuola di specializzazione medica.

 

Inoltre:
In Italia, il riconoscimento dei crediti universitari è regolato dalla Legge n. 33 del 12 aprile 2022, che ha introdotto la possibilità di iscriversi contemporaneamente a due corsi di studio e ha rafforzato la trasparenza nel riconoscimento delle carriere pregresse. A questa legge si affiancano i Decreti Ministeriali n. 930 e n. 933 del 2022, che disciplinano le modalità operative. Inoltre, il DM n. 931/2024 ha stabilito criteri generali per il riconoscimento dei CFU, anche extracurriculari, rendendo più uniforme la procedura tra gli atenei.

 

A livello europeo, il riferimento è il sistema ECTS (European Credit Transfer and Accumulation System), introdotto dal Processo di Bologna e recepito in Italia. L’ECTS stabilisce che i crediti conseguiti in un’università siano trasferibili e riconoscibili in un’altra, purché compatibili con il piano di studi. Questo principio vale sia tra Paesi diversi sia all’interno dello stesso sistema nazionale.

In sintesi: la normativa italiana (Legge 33/2022 e decreti attuativi) e il sistema europeo ECTS garantiscono che i titoli e i crediti già acquisiti possano essere riconosciuti, senza bisogno di ricorsi giudiziari, purché siano coerenti e aggiornati rispetto al nuovo percorso di studi.

Tuttavia, al momento, la decisione su ogni singolo credito spetta all’università