Bacino del Sarno – Maxi‑piano da 406 milioni: svolta per sicurezza idraulica e riqualificazione ambientale entro il 2032

La pubblicazione della gara per l’Accordo Quadro dedicato al grande programma di riqualificazione del bacino del Sarno segna un passaggio che, per la Campania, ha il sapore di una svolta attesa da anni. L’investimento, 406,9 milioni di euro cofinanziati dall’Unione Europea, non è soltanto una cifra imponente: rappresenta la volontà di affrontare in modo sistemico un territorio che da decenni vive in bilico tra fragilità idraulica, degrado ambientale e una qualità delle acque che ha fatto del Sarno uno dei simboli nazionali dell’inquinamento fluviale.

Il piano, che si estenderà fino al 2032, punta a ridisegnare l’intero bacino attraverso interventi coordinati e distribuiti su tre aree chiave. L’obiettivo è aumentare la capacità di contenere e rallentare le piene di oltre 5 milioni di metri cubi, garantire alla foce una portata di sicurezza pari a 120 m³ al secondo e assicurare che ogni opera rispetti criteri di sostenibilità ambientale e resilienza climatica. Non si tratta di un semplice aggiornamento infrastrutturale, ma di un tentativo di riportare equilibrio in un sistema idrografico che negli ultimi decenni ha mostrato tutti i suoi limiti.

Gli interventi previsti nell’area del Sarno e dei suoi affluenti riguardano il ripristino della funzionalità idraulica dei canali, operazioni di dragaggio e la ricostruzione delle fasce demaniali, oltre all’ampliamento di vasche di laminazione come quella di Cicalesi. Nel settore Solofrana–Calvagnola, che comprende territori industriali e urbanizzati, si punta alla rifunzionalizzazione del Torrente Cavaiola e alla realizzazione di nuove vasche di contenimento. L’Area Vesuviana, invece, sarà interessata da interventi sulle opere di laminazione esistenti e sulla rete dei collettori, con particolare attenzione al Canale Conte Sarno.

Il percorso amministrativo è già definito: le offerte dovranno essere presentate entro il 25 settembre 2026, l’aggiudicazione è prevista per novembre e la firma dell’Accordo Quadro entro dicembre dello stesso anno. Una scansione temporale che testimonia la volontà di procedere con rapidità, pur in un contesto tecnico e burocratico complesso.

Resta da chiarire la natura degli interventi: riguardano solo la sicurezza idraulica o anche l’inquinamento? Le istituzioni hanno precisato che il programma rientra nella strategia più ampia di riqualificazione del Sarno, ma non introduce nuove misure specifiche contro l’inquinamento industriale o civile. Il disinquinamento è richiamato come processo già avviato e definito “alle battute finali”, mentre il nuovo investimento si concentra sulla stabilità idraulica e sulla qualità ambientale complessiva del bacino. In altre parole, l’intervento non si limita agli aspetti idrogeologici, perché impone il rispetto del principio DNSH, la gestione controllata dei materiali di scavo e una visione ecologica dell’intero sistema fluviale; tuttavia, non aggiunge nuove azioni dirette contro l’inquinamento, che restano affidate ai progetti precedenti.