RCA Auto, allarme evasione: Borrelli (AVS) chiede la tariffa unica nazionale per fermare rincari e ingiustizie in Campania

La questione delle tariffe RCA Auto torna al centro del dibattito politico dopo la diffusione dei dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, le nuove rilevazioni non lasciano spazio a interpretazioni: “Dati MIT su evasione confermano il fallimento del sistema. A Napoli tariffe più alte d’Italia, serve subito la tariffa unica nazionale per gli automobilisti virtuosi”.

Il parlamentare sottolinea come le cifre diffuse dal MIT — “circa 9 milioni di veicoli senza assicurazione in Italia e picchi di evasione che in alcune province sfiorano il 90%” — rappresentino, a suo giudizio, la prova evidente dell’inefficacia dell’attuale modello assicurativo. Per questo ribadisce la necessità di procedere senza ulteriori rinvii alla discussione della proposta di legge sulla tariffa unica RCA.

Borrelli insiste sul fatto che, pur essendo indispensabile rafforzare i controlli e incrociare le banche dati per individuare chi circola senza copertura, non si può continuare a ignorare la radice sociale del problema. “Se da un lato è sacrosanto scovare chi circola illegalmente attraverso l’incrocio delle banche dati e controlli più severi, dall’altro non si possono continuare a ignorare le cause profonde di questo fenomeno, che affondano le radici in una clamorosa ingiustizia sociale”.

Il deputato richiama l’attenzione sulla situazione campana, dove le polizze risultano tra le più costose d’Italia e d’Europa. “A Napoli e in Campania si registrano le polizze più alte d’Italia e d’Europa, costringendo anche i cittadini più virtuosi, che non causano sinistri da oltre un decennio, a pagare cifre astronomiche solo in base alla propria residenza”. Una disparità territoriale che, secondo Borrelli, alimenta un circolo vizioso: molti rinunciano alla copertura, e il peso economico ricade poi sull’intera collettività tramite il Fondo di Garanzia.

La proposta di Alleanza Verdi e Sinistra mira a introdurre una tariffa uniforme su scala nazionale per gli automobilisti che non registrano sinistri da almeno dieci anni, eliminando così le discriminazioni basate sulla residenza.

Nelle sue conclusioni, Borrelli critica l’atteggiamento della maggioranza: “I proclami della maggioranza sul contrasto ai rincari si scontrano con l’immobilismo concreto nei palazzi della politica”. A suo avviso, mentre si procede con provvedimenti di facciata, una misura di equità sociale e territoriale continua a essere rimandata. “Non basta annunciare una stretta sui controlli: lo Stato ha il dovere di garantire che i cittadini siano uguali davanti alla legge, ma anche davanti alle compagnie assicurative. La tariffa unica nazionale non è più rinviabile”.