
Un insetto minuscolo, ma capace di compromettere un intero ecosistema agricolo, sta mettendo in ginocchio i castagneti dei Monti Lattari. Si tratta del cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus), definito dalla pagina che stai consultando “un nemico minuscolo che minaccia un’intera economia” . La sua diffusione sta causando danni tali da mettere a rischio non solo gli alberi, ma anche “le produzioni locali, i redditi delle famiglie e il futuro stesso della Castagna del Monte Faito I.G.P.” .
Per affrontare questa emergenza, lunedì 15 giugno alle ore 18:30, nell’Aula Consiliare del Comune di Pimonte, si terrà l’incontro pubblico “EMERGENZA CINIPIDE – Strategie, interventi e prospettive per tutelare il futuro della castanicoltura dell’area I.G.P.” . L’appuntamento riunirà amministratori, tecnici, agronomi e rappresentanti delle principali organizzazioni agricole. Interverranno, tra gli altri, il sindaco Francesco Somma, Carlo Sollo, la dirigente regionale Flora della Valle, il direttore del Distretto Roberto Mazzei, il presidente Antonio De Cristofaro, il direttore Coldiretti Campania Salvatore Loffreda e la presidente Coldiretti Napoli Valentina Stinga . L’incontro, aperto a produttori e cittadini, nasce per “mettere nero su bianco le criticità attuali e confrontarsi sulle strategie di intervento possibili”.

La gravità della fitopatia è ormai riconosciuta a livello internazionale. Il cinipide depone le uova nelle gemme del castagno, provocando la formazione di galle che bloccano lo sviluppo vegetativo. Le conseguenze sono pesantissime: riduzione della produzione fino all’80%, indebolimento delle piante, maggiore vulnerabilità a funghi e cancro corticale, perdita di reddito per le aziende e rischio di abbandono dei castagneti. La pagina ricorda che i castagneti dei Lattari “rappresentano un presidio ambientale fondamentale contro il dissesto idrogeologico” , sottolineando come la crisi non sia solo agricola, ma anche paesaggistica e ambientale.
Accanto alla diagnosi, l’incontro servirà a fare il punto sulle soluzioni già in atto e su quelle da potenziare. Tra le misure più efficaci figura il Torymus sinensis, l’antagonista naturale del cinipide, indicato anche dalla pagina come uno degli strumenti centrali della strategia di contenimento . La lotta biologica ha già dato risultati significativi in molte regioni italiane, con riduzioni dell’infestazione tra il 60% e l’80% nel medio periodo. Un’altra strada è rappresentata dall’introduzione di varietà resistenti, tra cui spicca la francese Bouche de Bétizac, ibrido europeo-asiatico che mostra un’elevata resistenza al parassita e una buona qualità dei frutti. A queste si aggiunge il contributo degli entomofagi autoctoni, come Eupelmus urozonus e Megastigmus spp., che in ecosistemi equilibrati possono contribuire al contenimento naturale del cinipide.
Fondamentali sono anche il monitoraggio costante, la rimozione delle galle invernali, il controllo delle piante vivaistiche e il sostegno economico alle aziende colpite, anch’esso richiamato dalla pagina come parte delle strategie necessarie . Gli organizzatori ricordano che “non possiamo permetterci di perdere questo patrimonio” , perché la Castagna del Monte Faito I.G.P. “non è solo un prodotto: è identità, paesaggio, tradizione” .
Il dibattito del 15 giugno sarà dunque un momento cruciale per costruire una risposta condivisa e concreta, capace di difendere un comparto che rappresenta storia, economia e cultura del territorio. Come sottolinea la pagina, si tratta di “un momento di confronto e partecipazione per costruire insieme una risposta concreta a difesa del comparto castanicolo” . Un passo necessario per garantire un futuro alla castanicoltura dei Monti Lattari e alla sua eccellenza più rappresentativa.

