Tentata rapina sull’Asse Mediano: usano la tecnica del tamponamento, ma tamponano due poliziotti. Arrestati.

Questa volta hanno scelto la tecnica del tamponamento, un metodo diverso da quelli già visti in passato lungo l’Asse Mediano, dove non sono mancati episodi costruiti con lo stratagemma dello specchietto, della pietra lanciata all’improvviso, della “zoccola” (topo) lanciata in auto tramite il finestrino aperto, del finto guasto con ruota bucata.

Stavolta, invece, il colpo è partito da un urto secco, studiato per costringere l’automobilista a fermarsi nei pressi dello svincolo di Sant’Antimo, in un tratto che da anni alterna traffico intenso e improvvise incursioni criminali. A mettere in atto il piano sarebbero stati due uomini residenti nel campo rom della circumvallazione esterna, che dopo il tamponamento avrebbero tentato di avvicinarsi alla vittima brandendo mazze da baseball, trasformando un incidente apparente in un’aggressione vera e propria.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due si muovevano a bordo di una vecchia utilitaria utilizzata come ariete. Dopo l’impatto – all’altezza dello svincolo per Sant’Antimo – scendevano rapidamente, cercando di cogliere di sorpresa il conducente e di sottrargli l’auto. Ma il copione, questa volta, non è andato come previsto. La vettura scelta come bersaglio ospitava infatti due agenti della Polizia di Stato liberi dal servizio, che si sono qualificati all’istante, costringendo i due aggressori a una fuga precipitosa lungo la carreggiata.

La fuga, però, è durata poco. Nella concitazione del momento i due hanno abbandonato l’auto utilizzata per i colpi, lasciando all’interno documenti personali che hanno permesso agli investigatori di identificarli senza margini di dubbio. Le successive perquisizioni hanno portato al ritrovamento di altre mazze da baseball e di diversi oggetti di valore, la cui provenienza è ora al vaglio degli inquirenti. Un quadro che ha convinto il GIP a disporre la custodia cautelare in carcere, pur restando valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

L’episodio riaccende l’attenzione su un tratto stradale che da tempo vive una sorta di doppia identità: da un lato arteria fondamentale per migliaia di pendolari, dall’altro scenario di colpi rapidi, improvvisi, spesso messi in atto con tecniche sempre diverse. Eppure, anche in un contesto così complesso, questa vicenda dimostra quanto la prontezza delle segnalazioni e la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine possano diventare decisive per fermare chi mette a rischio la sicurezza di tutti.


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