Perché dal 15 giugno al 30 settembre in Campania sono in vigore i divieti antincendio boschivi

(Foto di repertorio)

Dal 15 giugno al 30 settembre la Regione Campania dichiara ogni anno lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, un provvedimento che non è soltanto amministrativo ma rappresenta una scelta strategica per la tutela del territorio. L’aumento delle temperature, la riduzione delle precipitazioni e la crescente presenza di vegetazione secca rendono questi mesi un periodo critico, in cui anche una piccola distrazione può trasformarsi in un incendio capace di devastare ecosistemi complessi e fragili. Per questo motivo vengono introdotti divieti rigorosi, pensati per ridurre al minimo le occasioni di innesco e proteggere un patrimonio naturale che la Campania custodisce in modo unico. Tra questi divieti rientra anche il blocco totale di qualsiasi abbruciamento agricolo, compreso quello considerato pratica ordinaria: in estate ogni combustione all’aperto rappresenta un rischio inaccettabile.

La logica alla base di tali misure è profondamente ecologica. Gli incendi boschivi non sono solo un danno paesaggistico: compromettono la biodiversità, distruggono habitat, mettono a rischio specie animali e vegetali e alterano gli equilibri naturali che regolano la vita dei boschi. Ogni incendio libera nell’atmosfera enormi quantità di CO₂, contribuendo all’aggravamento della crisi climatica, mentre la perdita della copertura vegetale espone i suoli a erosione, frane e dissesto idrogeologico. A questo si aggiunge un impatto spesso sottovalutato: la combustione di sterpaglie e vegetazione bassa provoca la distruzione dei nidi di molte specie di uccelli, che proprio tra giugno e settembre completano la nidificazione e l’involo dei piccoli. In Campania, specie come l’allodola, il cardellino, la cappellaccia, il saltimpalo, il verdone, il fanello e numerosi sylvidi (come capinera e sterpazzola) utilizzano prati, margini agricoli e incolti per deporre le uova. Un incendio, anche di piccole dimensioni, può cancellare in pochi minuti intere covate, compromettendo cicli riproduttivi fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi rurali.

I divieti estivi rispondono anche a un’esigenza di sicurezza ambientale e civile. Le fiamme, spesso alimentate dal vento, possono avvicinarsi rapidamente ai centri abitati, minacciare infrastrutture, interrompere servizi essenziali e mettere a rischio la vita delle persone. Limitare attività come l’accensione di fuochi, l’abbruciamento di residui vegetali o l’uso improprio di attrezzature che generano scintille significa ridurre drasticamente le possibilità di innesco. La Regione, attraverso il proprio Piano AIB e in coordinamento con Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali ed enti locali, rafforza in questo periodo il monitoraggio del territorio, consapevole che la prevenzione è più efficace dell’intervento. Le sanzioni previste per chi viola i divieti sono elevate e possono superare i diecimila euro, con l’aggravante della denuncia penale nei casi più gravi.

C’è poi un aspetto meno visibile ma altrettanto importante: la tutela del ciclo ecologico dei boschi. Un incendio interrompe processi naturali che richiedono anni per ristabilirsi. La perdita di alberi e sottobosco compromette la capacità delle foreste di assorbire CO₂, filtrare l’aria, regolare il microclima e trattenere l’acqua piovana. Ogni ettaro bruciato rappresenta un indebolimento della capacità del territorio di difendersi da eventi estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. A ciò si somma la perdita di rifugi, siti di alimentazione e aree di riproduzione per la fauna selvatica, che vede ridursi drasticamente gli spazi vitali proprio nel periodo più delicato dell’anno.

Il provvedimento estivo, dunque, non è un semplice atto burocratico ma una scelta che mira a preservare ecosistemi preziosi, a difendere la salute pubblica e a garantire un futuro più sostenibile. La Campania, con i suoi parchi regionali, le riserve naturali e le aree boschive che coprono una parte significativa del territorio, ha tutto l’interesse a proteggere ciò che la rende unica. Rispettare i divieti significa contribuire alla salvaguardia di un bene comune, perché un bosco che non brucia è un bosco che continua a vivere, a produrre ossigeno, a ospitare biodiversità e a proteggere le comunità che lo circondano.