La riattivazione della Consulta regionale per la mobilità, approvata oggi dalla Giunta campana, rappresenta un passaggio politico e amministrativo rilevante: dopo anni di stallo, la Regione torna a dotarsi di uno strumento di confronto stabile con pendolari, associazioni e territori. Le parole di Roberto Fico sottolineano un cambio di passo che molti cittadini attendevano da tempo.
La Consulta, ferma dal 2018, torna dunque a essere operativa in un momento in cui il tema dei trasporti è diventato cruciale per la qualità della vita dei campani. Gli articoli pubblicati oggi evidenziano come la struttura, prevista dalla legge regionale del 2002, fosse rimasta inattiva per anni, lasciando senza un canale istituzionale le istanze dei pendolari e delle comunità locali. La decisione della Giunta guidata da Fico e dall’assessore Casillo segna quindi una discontinuità rispetto al passato e punta a ricostruire un dialogo sistematico con chi ogni giorno vive i disagi del trasporto pubblico.
Nel suo intervento, Fico ha ribadito che la mobilità è un diritto fondamentale, che deve essere garantito non solo nelle grandi città ma anche nelle aree interne, spesso più penalizzate da ritardi, soppressioni e infrastrutture insufficienti. Ha parlato di un luogo di “dialogo e partecipazione”, che dovrà trasformarsi in uno spazio reale di confronto, non in un organismo formale privo di ricadute concrete. Le testate che oggi hanno raccontato la notizia hanno insistito proprio su questo punto: la Consulta non dovrà essere un semplice tavolo di rappresentanza, ma un organismo operativo, capace di monitorare la qualità dei servizi e contribuire alla pianificazione degli interventi futuri.
Fico ha sottolineato come impegno, investimenti, pianificazione e ascolto siano le parole chiave della nuova fase. L’assessore Casillo, in più interviste, ha parlato di uno “spazio stabile di ascolto e confronto”, necessario per migliorare il trasporto pubblico locale e affrontare le criticità che pendolari e cittadini vivono quotidianamente. Le cronache di oggi ricordano infatti come la Regione stia lavorando a un rafforzamento del servizio, alla programmazione di nuovi interventi e a un miglior coordinamento tra istituzioni e operatori.
In questo quadro, è inevitabile guardare anche ai territori che da anni chiedono maggiore attenzione. Tra questi rientra il Baianese, dove il malumore dei pendolari è ormai cronico, soprattutto per quanto riguarda i collegamenti su ferro. La Circumvesuviana, che dovrebbe rappresentare un asse strategico per studenti e lavoratori, continua a essere segnata da ritardi, guasti, soppressioni improvvise e un livello di efficienza lontano dagli standard auspicabili. Le comunità locali, da Baiano a Mugnano del Cardinale, da Avella a Sperone, vivono quotidianamente disagi che incidono sulla vita familiare, sul lavoro e sulla possibilità di raggiungere scuole e università con puntualità.
Alla luce delle dichiarazioni di oggi, ci si augura che la nuova Consulta possa diventare anche il luogo dove portare con forza queste criticità, affinché non restino confinate a segnalazioni isolate o a proteste episodiche. La speranza è che la Regione, attraverso questo strumento rinnovato, riesca finalmente a programmare interventi strutturali sulla rete ferroviaria, migliorando puntualità, sicurezza e qualità del servizio.
Il Baianese, come molte altre aree interne della Campania, non chiede privilegi ma pari dignità nei collegamenti, perché senza trasporti efficienti non c’è sviluppo, non c’è diritto allo studio, non c’è reale possibilità di lavoro. Le parole di Fico indicano una direzione chiara: riportare al centro le esigenze dei cittadini e costruire un sistema di mobilità che funzioni davvero. Ora si tratta di trasformare questo impegno in risultati concreti, e la riattivazione della Consulta può essere il primo passo di un percorso che i campani attendono da troppo tempo.

