Solofra: due giovani fermati con pellame e 186mila euro a Volla, tentano di corrompere i militari

Un controllo di routine si è trasformato in un caso giudiziario destinato a far discutere. A Volla, alle porte di Napoli, due giovani di Solofra (Av) sono stati fermati dai Carabinieri mentre viaggiavano con 186.500 euro in contanti e numerose partite di pellame, materiale di cui non hanno saputo indicare una provenienza credibile. La vicenda, avvenuta il 4 febbraio, ha assunto contorni ancora più gravi quando, una volta condotti in caserma, i due avrebbero tentato di evitare la denuncia offrendo ai militari l’intera somma sequestrata.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il tentativo di corruzione sarebbe stato esplicito: i due avrebbero proposto a un vice brigadiere e a un appuntato scelto di “dividersi i soldi” in cambio della restituzione dei documenti e della chiusura del controllo. Un’offerta respinta immediatamente, che ha fatto scattare l’arresto in flagranza non solo per ricettazione, ma anche per istigazione alla corruzione aggravata dall’intento di garantirsi l’impunità.

Dopo il fermo, i due sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale (Na). Difesi dagli avvocati Mauro Iannone e Raffaele Tecce, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola, Teresa Valentino, per l’udienza di convalida. Il giudice ha confermato la legittimità dell’arresto, ma ha ritenuto che la custodia cautelare in carcere non fosse necessaria, sostituendola con l’obbligo di dimora nel comune di residenza, Solofra.

Una decisione che tiene conto della gravità dei fatti ma anche della valutazione del rischio di reiterazione del reato, giudicato contenibile con una misura meno afflittiva. Resta invece aperto il fronte investigativo sulla provenienza del denaro e del pellame, considerati dagli inquirenti di sospetta origine delittuosa.

La vicenda, che intreccia il settore conciario solofrano e un ingente flusso di denaro non giustificato, potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, quando saranno approfonditi i canali attraverso cui i due indagati avrebbero ottenuto sia il materiale sia la somma in contanti.