Avella – “’O Fucarone” di San Sebastiano: grande partecipazione per la raccolta dei sarcinielli, il falò slitta a giovedì 22.

Ad Avella, il tradizionale Fucarone di San Sebastiano è una delle feste più sentite e amate dalla comunità. Ogni anno, a fine gennaio, il paese si prepara con entusiasmo a questo rito antico che unisce fede, tradizione e partecipazione collettiva.

Una volta innalzato il grande albero, conosciuto da tutti come il “Majo”, al centro della piazza, il cuore della festa prende forma. Attorno ad esso si stringe l’intera comunità, che lo guarda con orgoglio: il Majo è il simbolo della collaborazione, della forza e dell’identità di Avella. Accanto ad esso, un ruolo fondamentale è svolto dal Comitato New Pro Majo e il gruppo “I figli del Majo”, giovani e adulti che, anno dopo anno, si fanno custodi della tradizione e si occupano con dedizione delle varie fasi di preparazione del fucarone.

Uno dei momenti più significativi è la raccolta dei sarcinielli, i fasci di rami, sterpi e canne secche destinati ad alimentare il grande falò. Ad Avella, giovani, anziani e famiglie intere, collaborano nella raccolta, nella legatura e nel trasporto dei fasci verso il centro del paese. Non si tratta solo di un lavoro materiale, ma di un gesto che rafforza il senso di appartenenza e permette di tramandare una tradizione che vive da generazioni.

I sarcinielli vengono poi sistemati con grande attenzione per la costruzione del fucarone. La pira non è un semplice accumulo di legna, ma una struttura realizzata con metodo ed esperienza: i fasci più grandi e robusti vengono posti alla base, creando un solido piedistallo, mentre quelli più piccoli e leggeri vengono collocati verso l’alto. Le fascine, intrecciate tra loro, danno vita a una costruzione alta e stabile, pronta a bruciare a lungo.

L’accensione del fucarone, che solitamente avviene dopo la processione e la Santa Messa in onore di San Sebastiano, rappresenta il momento più emozionante della festa. Le fiamme si innalzano verso il cielo, illuminate dagli sguardi e dall’entusiasmo di tutta la comunità. Quest’anno, a causa delle avverse condizioni meteo, l’accensione è stata rinviata a giovedì 22 gennaio, a partire dalle ore 18:00. Nonostante il rinvio, la partecipazione resta alta e l’attesa carica di emozione.

Il fuoco del fucarone è simbolo di protezione, purificazione e rinnovamento. La presenza attiva dei figli del Majo, insieme all’impegno di tutta la comunità nella raccolta e nella sistemazione dei sarcinielli, rafforza lo spirito collettivo e mantiene viva una tradizione che illumina e riscalda le notti d’inverno. Finché ad Avella ci saranno mani pronte a costruire il fucarone e cuori legati a questa festa, il fuoco continuerà a raccontare la storia di un popolo unito dalle proprie radici.

(di Alessandro Siniscalchi)