Nelle campagne di Nola, una segnalazione arrivata ai Carabinieri ha dato il via a un controllo che, sin dai primi minuti, ha assunto contorni ben più seri di quanto immaginato. Gli uomini del Nucleo CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) di Napoli, insieme ai colleghi di Marigliano e ai volontari della LIPU, si sono trovati davanti a una situazione che lasciava intuire una detenzione irregolare protratta nel tempo, con animali di specie diverse concentrati in un contesto domestico del tutto inadeguato.
All’interno della proprietà, tra stanze improvvisate e spazi angusti, erano presenti cani, gatti, tortore dal collare, psittacidi di varie specie e tartarughe Trachemys scripta, classificate come invasive nell’Unione Europea. Le prime verifiche hanno subito messo in luce l’assenza di qualsiasi documentazione per alcune specie, in particolare per le tortore – non cacciabili secondo la normativa venatoria – e per i pappagalli Ara ararauna, tutelati dalla Convenzione di Washington.
Il quadro è apparso ancora più grave quando i militari hanno aperto la porta di una stanza interna. Lì, tra deiezioni e residui alimentari, sono stati trovati altri due Ara ararauna, entrambi privi di certificazioni e in condizioni igieniche compromesse. Uno dei due presentava una necrosi avanzata a un’ala, segno evidente di un maltrattamento non recente. I volatili sono stati trasferiti immediatamente in una clinica veterinaria specializzata, dove il personale ha confermato il grave stato di sofferenza e disposto un intervento chirurgico urgente per l’amputazione dell’ala danneggiata.
Di fronte a un contesto così critico, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di tutti gli animali presenti, avviando un’indagine per chiarire eventuali responsabilità penali legate alla detenzione illecita e al maltrattamento. Le verifiche proseguiranno per ricostruire la provenienza degli esemplari protetti e accertare se vi siano ulteriori soggetti coinvolti.

