Fantasia: una toccata e…fuga in Re minore

Lucrezia è.

Scegliere è l’azione più potente e più libera che un uomo possa coniugare nella sua vita…e con la sua vita.

Perché scegliere di leggere un libro di favole? Di storie?

In uno straordinario e ancora unico film di animazione del 1940, il protagonista, Topolino, interpreta un’apprendista stregone. Detta così…nulla di che’.

Eppure in quell’anno si portò a termine un prodigio: Walt Disney riesce ad animare la musica, la musica classica, quella che, se non vissuta dalla passione, può anche far addormentare…Dall’opera di Dukas all’incontro con Stokowski, Disney manifesta brani come La Sagra della PrimaveraLa Pastorale di Beethoven, la Danza delle Ore di Ponchielli, Notte sul Monte Calvo di Mussorgskij e Ave Maria di Schubert. Era riuscito a dare anima alla natura, ai fiori, agli alberi…ecco dare anima visibile alla musica.

Che Fantasia!

Fantasia è la capacità di creare, di immaginare, di sognare…Dal greco φαντασία, collegato al termine φαίνω, fantasia è la forza di apparire e far apparire, manifestare.

A volte basterebbe avere l’idea…basterebbe solo pensare a cosa ‘’ è ‘’ giusto manifestare.

Siamo capaci di manifestare l’incredibile! Una favola!

Una favola è Lucrezia, insieme a suo nonno. La manifestazione limpida di un legame indissolubile tra tempo passato-vissuto e un tempo presente-da vivere. La fantasia, attraverso la storia, della narrazione diventa realtà guardandosi l’anima ‘…facendo la cosa più semplice e più grande del mondo: sdraiarsi per terra, abbassare la testa, avvicinare il viso e mettere gli occhi dell’uno esattamente alla stessa altezza degli occhi dell’altro. Proprio come Lucrezia riesce a far fare a suo nonno! Insieme, guardandosi alla stessa altezza degli occhi trasformano la fantasia in realtà.

E magicamente i suoni di una bambina diventano immagini, diventano parole: non si comincia la giornata con un caffè, ma il giorno è tutto in un caffè, quello speciale di Lucrezia che ‘ glub glub’ rinvigorisce lo spirito del nonno… perché quel caffè è preparato con brodo di pesce, al sapore di mare che si sveglia presto…a cui si possono anche aggiungere due cubetti di ghiaccio, rigorosamente immaginari e categoricamente da ‘pescare’. Si vola a Praga tutti insieme… si vola ancora sul Nilo dove le barche ‘dicono’ bum, dopo un toc…dopo un tac. Con una pattinata sulla spiaggia STUMP! STUMP! STUMP! Non si schizza…Si corre velocissimi, ma con una mitica macchinina gialla che fa Vruuum vruuummm…E puoi anche essere già pronta per la piscina dopo scuola…basta indossare i braccioli…quelli immaginari…quelli che sembra che non ci siano…ma ci sono, altro che! Perché ad un semaforo con il rosso gli occhi si chiudono, ma si riaprono svegliando il cuore e il sorriso con il verde…

Il mondo di Lucrezia è un mondo di suoni, rumori, voci…su un pentagramma colorato che crea una musica ‘ piccola, morbida, fatta di cuore e stupore’, in una realtà armonica dove un aereo grande fa un rumore grande e un aereo piccolo fa un rumore piccolo.

La fantasia, la storia, la favola, il sogno: abbiamo bisogno di sognare per vedere e scoprire il mondo nuovo che ci circonda. E’ questo il tempo del sogno necessario, del ritorno al passato e non al ‘futuro’ – altro celebre film! – per riscoprire la condizione del necessario e della necessità, per riscoprire un’umanità capace di sperimentare lo status di bellezza e di felicità. La piccola Lucrezia, protagonista della favola della sua età, con la dignità letteraria dal sapore del risveglio dell’antico, ci serve, in una tazzina che sorride, il suo mondo, per dimostrare ancora, per educarci… perché la fantasia smaschera la realtà. E con e per Lucrezia ci auguriamo che la realtà dei prossimi anni non superi ancora la fantasia.

P.S. Possiamo immaginare l’altezza di una bambina di tre anni circa, ma il nonno? Quanto è alto?

Antonella Prudente