Il volume Il Primo Apostolo! Il culto di S. Andrea Apostolo a Sirignano in un opuscolo del 1925, a cura del professor Pasquale Colucci, rappresenta un’importante opera di recupero e valorizzazione del patrimonio storico-religioso di Sirignano. Il libro offre un’analisi approfondita del culto del patrono del paese, riportando alla luce memorie e documenti spesso trascurati nel tempo.
L’opera si distingue per la combinazione di rigore filologico e approfondimento storico. Al centro del volume c’è la copia anastatica dell’opuscolo originale pubblicato nel 1925 da don Francesco Fiordelisi, preservato nel corso degli anni e ora reso nuovamente accessibile ai lettori. Alla ristampa dell’originale sono affiancati tre capitoli di studio e alcuni contributi fotografici, che contestualizzano la genesi dell’opuscolo, analizzano il quadro sociale ed economico dell’epoca e approfondiscono la figura di Sant’Andrea nella devozione locale.
Sant’Andrea, fratello di San Pietro, è indicato dai Vangeli come il primo chiamato, colui che per primo riconobbe Gesù e lo seguì, conducendo poi anche suo fratello alla sua presenza. Testimone diretto della predicazione evangelica e missionario, è una figura centrale per la Chiesa d’Oriente e considerato suo patriarca spirituale. Le sue reliquie, traslate da Costantinopoli ad Amalfi nel XIII secolo, sono custodite nel Duomo della città, dove la tradizione le associa a eventi miracolosi. La Campania conserva inoltre le spoglie di un altro apostolo, San Matteo, venerato nella Cattedrale di Salerno. La presenza nella regione delle memorie di due discepoli che vissero accanto a Gesù conferisce al territorio un rilievo spirituale di eccezionale importanza.
In questo contesto, il culto sirignanese di Sant’Andrea emerge come tratto identitario di straordinaria forza. Il libro di Colucci non si limita alla ricostruzione documentaria, ma restituisce voce e dignità a un patrimonio condiviso, rendendolo accessibile anche alle nuove generazioni e favorendo la comprensione delle radici storiche e religiose della comunità.
L’opera si configura così come un ponte tra passato e presente: un contributo essenziale per chi desidera approfondire la storia locale, la devozione religiosa e il significato culturale del culto di Sant’Andrea.


