Congresso Provinciale PD Avellino – Aperto il confronto tra le liste “Tempi nuovi” (Alaia) e “Radici e Futuro” (Palmieri)

Pellegrino Palmieri e Marco Santo Alaia

Nel Partito Democratico irpino si avvicina un congresso che, più che una semplice scadenza interna, rappresenta un passaggio delicato per una comunità politica che da anni cerca un equilibrio stabile. Le candidature di Marco Santo Alaia e Pellegrino Palmieri hanno aperto un confronto che coinvolge amministratori, iscritti e aree politiche diverse, tutte consapevoli che il prossimo segretario dovrà misurarsi con un partito spesso percepito come distante dai territori e poco incisivo nelle scelte strategiche.

Attorno a Marco Santo Alaia si è raccolta la lista “Tempi nuovi”, che punta a presentarsi come la proposta di chi vuole imprimere una svolta nel metodo e nelle priorità. L’idea di fondo è quella di un PD più radicato nei comuni, più attento ai temi del lavoro, dei servizi e dello sviluppo sostenibile, e capace di coinvolgere soprattutto le fasce più giovani. Tra i sostenitori figurano amministratori locali, esponenti dell’area Schlein e il consigliere regionale Maurizio Petracca, che vedono nel congresso l’occasione per rilanciare un partito considerato da molti troppo ripiegato sulle dinamiche interne. La presentazione pubblica della mozione, organizzata presso la sede provinciale di via Tagliamento, è stata pensata come un momento di confronto aperto, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere contributi e non solo di illustrare un programma già definito.

Sul fronte opposto, la lista “Radici e Futuro” sostiene la candidatura di Pellegrino Palmieri, accompagnata da un manifesto che richiama la necessità di restituire al PD una funzione di guida e non solo di gestione. L’area che fa riferimento a Franco Iovino, insieme ad altri amministratori e dirigenti, insiste sulla centralità dei circoli, sulla formazione politica e sulla costruzione di una visione capace di tenere insieme aree interne, città e piccoli comuni. Per Iovino, la presenza di due liste non è un segnale di divisione, ma la dimostrazione che esiste ancora spazio per un confronto vero, purché si resti sul terreno dei contenuti e non su quello delle appartenenze correntizie. Anche questa area ha scelto di aprire il proprio percorso con un’assemblea pubblica, rivendicando di aver posto fin dall’inizio il programma come elemento dirimente.

Al di là delle differenze, entrambe le candidature riconoscono che il nodo centrale del congresso riguarda la capacità del PD di tornare a essere un punto di riferimento per un territorio che vive problemi strutturali: spopolamento, crisi industriale, servizi essenziali in difficoltà, infrastrutture insufficienti, transizione ecologica ancora incompiuta. Su questi temi, sia Alaia sia Palmieri indicano la necessità di un partito più presente e più capace di elaborare proposte, anche se con accenti diversi: chi punta sul rinnovamento del metodo, chi sulla ricostruzione di una comunità politica.

Il percorso congressuale, che prevede il voto nei circoli e l’elezione del segretario entro la fine di gennaio, sarà quindi un banco di prova per misurare la tenuta e la vitalità del PD irpino. La sfida non sembra essere solo tra due nomi, ma tra due modi di interpretare il ruolo del partito: un’organizzazione che si limita a gestire l’esistente o una forza che prova a indicare una direzione chiara per l’Irpinia. In questo senso, il congresso potrebbe rappresentare un’occasione di rilancio, a condizione che il confronto resti aperto, trasparente e orientato ai problemi reali delle comunità.