La sfilata dei battenti di Santa Filomena, a Mugnano del Cardinale.


La seconda domenica di agosto, Mugnano del Cardinale si anima di una tradizione antichissima e profondamente sentita, che ogni anno rinnova la sua forza evocativa e spirituale attraverso i battenti di Santa Filomena.
Questa manifestazione, che affonda le radici negli inizi del Novecento, rappresenta un rito di fede collettiva e un atto di penitenza che coinvolge l’intera comunità in un percorso che è insieme fisico, emotivo e religioso.

I battenti sono i protagonisti assoluti di questo evento unico, uomini e donne che scelgono di esprimere la propria devozione in modo tangibile e concreto. Il loro abbigliamento, studiato nei minimi dettagli e carico di simboli, racconta da solo una storia fatta di purezza, dolore e appartenenza.

Indossano una tunica bianca, emblema della purezza spirituale e della luce che si cerca attraverso il cammino di fede, una veste semplice ma carica di significati, che riflette la volontà di lasciare ogni peso terreno per avvicinarsi al divino. Questa veste è accompagnata da una fascia rossa, che va dalla spalla alla vita, che simboleggia il sangue versato nel martirio e richiama il legame inscindibile con Santa Filomena.
Il contrasto cromatico tra il bianco e il rosso rende la figura del battente immediatamente riconoscibile e richiama alla mente il duplice aspetto della fede: la purezza e la sofferenza, la speranza e il sacrificio.

I piedi dei battenti sono scalzi, in diretto contatto con l’asfalto (si vedano i piedi neri nella foto in evidenza), a sottolineare la penitenza e la rinuncia al conforto materiale. Camminare a piedi nudi lungo le vie di Mugnano diventa così un gesto simbolico e concreto di adesione al dolore della santa e di partecipazione al suo martirio.

I battenti si flagellano con questi oggetti durante il percorso, e il ritmo cadenzato del suono delle catene che battono contro il corpo o la terra scandisce il passo della processione, dando vita a una colonna sonora che mescola dolore e preghiera. Questi gesti di sacrificio sono intesi non come semplici atti di dolore fisico, ma come un’offerta di sé, una partecipazione attiva alla sofferenza di Santa Filomena, un modo per purificare l’anima attraverso il corpo e rinsaldare il legame con la propria fede.

La processione parte da Cimitile (Na), cittadina nota per le sue catacombe Paleocristiane,  luogo simbolico legato al martirio. Qui Il capo-battente, figura di grande importanza e carisma, esorta il corteo suonando un corno antico e lanciando il grido che segna l’inizio della processione: “A nnom ’e Santa Filumena… vivi o muort’… tutt’a Mugnano”.

Le tre squadre giungono a Mugnano del Cardinale, correndo o marciando a pass svelto percorrendo 10 Km sull’asfalto bollente della Nazionale, fino al Santuario di Santa Filomena, luogo di raccoglimento e venerazione.
Qui i battenti, in un momento di profonda spiritualità, si inginocchiano e pregano, portando a compimento il loro cammino penitenziale. La celebrazione prosegue con la Santa Messa, durante la quale tutta la comunità rinnova la propria devozione e rafforza il legame con la giovane santa. Questa tradizione rappresenta un invito alla comunione, un appello a unire la propria voce, la propria sofferenza e la propria speranza in un unico coro di fede.
L’atmosfera che si crea è palpabile: strade, piazze e vicoli si riempiono di fedeli che accompagnano i battenti con preghiere e canti devozionali, intensificando il senso di sacralità del momento.

Questa pratica secolare è un ponte tra passato e presente, un’usanza che si tramanda di generazione in generazione, e che ogni anno richiama anche coloro che, emigrati lontano per motivi di lavoro o di vita, sentono il bisogno di tornare per riaffermare la loro appartenenza e il loro legame con le radici.

La festa si chiude con i fuochi d’artificio, che illuminano il cielo notturno sopra il paese, segno di gioia e ringraziamento per le grazie ricevute. È il momento in cui la comunità si ritrova in una festa collettiva, fatta di colori, luci e calore umano, dopo aver condiviso il cammino di fede e sacrificio.

I battenti di Santa Filomena incarnano un patrimonio immateriale prezioso, un intreccio di fede, dolore e speranza che parla di una comunità che sceglie di vivere la propria religiosità in modo totalizzante, coinvolgendo il corpo e lo spirito.

L’abbigliamento, gli strumenti, i canti, le invocazioni, i passi a piedi scalzi sono tutti elementi di un rituale che supera il tempo e lo spazio per farsi esperienza viva di devozione popolare, radicata in una storia che continua a vivere nel presente con la stessa intensità e passione.

(di Alessandro Siniscalchi)

 


 

 

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