Su TGR-3 Campania il servizio di Rino Genovese sul Parco del Partenio e sulla Terapia Forestale: un progetto di sviluppo fortemente voluto dal presidente Francesco Iovino

Il Parco Regionale del Partenio si sta affermando come laboratorio naturale di benessere, scienza e rinascita territoriale. In un’epoca in cui il contatto con la natura è diventato non solo desiderabile ma terapeutico, il progetto di Terapia Forestale avviato nel Parco rappresenta una svolta per la Campania e per l’Italia intera.
Non si tratta di semplici passeggiate nei boschi, ma di un approccio scientificamente validato che coniuga salute mentale, ricerca clinica e valorizzazione ambientale. Il respiro del bosco, come lo definisce poeticamente il servizio di Rino Genovese andato in onda su TGR Campania, diventa cura: un’immersione consapevole tra faggi, pini e lecci, dove l’aria è carica di monoterpeni, sostanze volatili emesse dalle piante che hanno dimostrato effetti benefici su ansia, stress e disturbi cardiovascolari.

Il servizio televisivo ha avuto il merito di portare all’attenzione del grande pubblico un’iniziativa che, fino a poco tempo fa, era confinata agli ambienti accademici e agli appassionati di escursionismo. Genovese ha raccontato con sensibilità e rigore il percorso che ha portato alla certificazione dei primi siti terapeutici, come l’Oasi WWF di Pannarano e il Rifugio Toppo del Monaco, dove si svolgono sessioni guidate da psicologi e psicoterapeuti. Il progetto, promosso dall’Ente Parco del Partenio in collaborazione con il CNR e il Club Alpino Italiano, venne presentato ufficialmente al Circolo della Stampa di Avellino, dal presidente del Parco Francesco Iovino, del sindaco di Pannarano Antonio Iavarone e del ricercatore Francesco Meneguzzo.

La Terapia Forestale non è una moda passeggera, ma una disciplina che si fonda su protocolli clinici, monitoraggi ambientali e analisi chimiche degli aerosol forestali. A differenza del forest bathing, che si limita a favorire il benessere psicofisico attraverso l’immersione nella natura, la Terapia Forestale misura gli effetti con strumenti scientifici, rendendoli replicabili e validabili. Le sessioni prevedono un minimo sforzo fisico e sono accessibili anche a persone con disabilità, con l’obiettivo di rendere la montagna inclusiva e terapeutica.

Il progetto ha anche una forte valenza sociale ed economica: la certificazione dei siti e la formazione di terapeuti forestali aprono nuove opportunità di lavoro qualificato, contrastano lo spopolamento delle aree interne e promuovono un modello sostenibile di fruizione del territorio. Come ha sottolineato il sindaco Iavarone, la montagna è da sempre luogo di pace e introspezione, e oggi può diventare anche presidio sanitario naturale. Sui social, la risposta è stata entusiasta.

I partecipanti, muniti di scarpe da trekking e abbigliamento comodo, hanno seguito percorsi guidati, compilato questionari clinici e respirato a pieni polmoni l’atmosfera forestale. Le immagini condivise mostrano volti rilassati, sorrisi sinceri e una natura che accoglie e cura.

Il 28 giugno scorso, in occasione della firma del rinnovo dell’accordo triennale su sicurezza e biodiversità con i Carabinieri Forestali, sono stati consegnati gli attestati ai professionisti che hanno completato la formazione.
Un momento simbolico che sancisce l’inizio di una nuova filiera: quella del turismo terapeutico, capace di coniugare salute, ricerca e sviluppo locale. Il Parco del Partenio, con i suoi 22 comuni e una superficie che abbraccia le province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli, si candida così a diventare un punto di riferimento nazionale per la Terapia Forestale.
Un luogo dove la scienza incontra la bellezza, dove il silenzio dei boschi diventa voce di cura, e dove il futuro si costruisce camminando lentamente tra gli alberi.