Il nuovo rettore della UNISA, Virgilio D’Antonio, si insedierà il primo novembre 2025. Il suo progetto di rilancio dell’Ateneo salernitano.


L’Università degli Studi di Salerno si prepara a inaugurare un nuovo corso sotto la guida di Virgilio D’Antonio, proclamato rettore lo scorso 2 luglio, con insediamento previsto per il primo novembre 2025.

Con una consolidata esperienza nel campo del Diritto Costituzionale e numerosi incarichi di coordinamento accademico, D’Antonio è emerso vincitore già al primo turno elettorale grazie al sostegno congiunto di docenti, ricercatori e del personale tecnico‑amministrativo, avendo raccolto il favore di tutte le componenti dell’ateneo dopo il ritiro della professoressa Alessandra Petrone e l’adesione dei restanti candidati al suo progetto di rilancio.

Nel delineare le coordinate del suo mandato di sei anni, il neoeletto rettore ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato che ponga al centro l’area del Sud e il Mediterraneo, intendendo rafforzare i legami con le istituzioni locali e internazionali. A tal fine, si intende promuovere tavoli di confronto con enti pubblici, associazioni d’impresa e centri di ricerca, e intensificare accordi di cooperazione con università del Nord Africa e del Medio Oriente. L’obiettivo è di sviluppare programmi congiunti di formazione e di ricerca applicata nei settori dell’energia sostenibile, delle tecnologie digitali e delle scienze sociali, valorizzando il posizionamento geografico dell’Ateneo come ponte tra Europa e sponde meridionali del Bacino Mediterraneo.

Consapevole delle limitazioni imposte dai soli finanziamenti pubblici, D’Antonio ha pianificato la creazione di un fondo strategico di Ateneo, alimentato da contributi di fondazioni, imprese e donazioni filantropiche, gestito da un apposito Comitato di Sorveglianza. Questa iniziativa mira a garantire maggiori risorse per borse di studio, infrastrutture di ricerca e interventi a sostegno del diritto allo studio. In questa prospettiva, sono già stati avviati contatti con la Camera di Commercio regionale e con le principali realtà imprenditoriali campane, con l’intento di stipulare partenariati strategici capaci di sostenere finanziariamente e operativamente i progetti dell’ateneo.

Un ruolo centrale nel programma di modernizzazione sarà riservato al campus di Fisciano, polo nevralgico per attività didattiche, scientifiche e culturali. Il rettore ha anticipato un piano di riqualificazione degli spazi di coworking e delle residenze universitarie, finalizzato ad accrescere la capacità ricettiva e a favorire la contaminazione tra studenti, ricercatori e startup spin‑off. Parallelamente, sarà intrapreso un ambizioso intervento di digitalizzazione: l’estensione della banda ultralarga, il potenziamento dei servizi bibliotecari online e l’implementazione di nuove piattaforme di e‑learning. Alla valorizzazione del patrimonio artistico‑culturale, dall’antico Chiostro della Pace alle installazioni di Art on Campus, verranno dedicate mostre ed eventi aperti anche ai cittadini, con l’intento di trasformare l’Università in un centro vivo di interazione culturale.

Grande attenzione sarà riservata agli studenti, identificati come la componente più vitale della comunità universitaria. L’ampliamento delle borse di studio e dei premi di laurea, realizzato in collaborazione con soggetti privati e fondazioni, si affiancherà al rafforzamento dei servizi di orientamento. Fin dalle scuole superiori, attraverso percorsi di tutoraggio, le future matricole potranno fare scelte più consapevoli e mirate. Il modello di formazione comprenderà, inoltre, un potenziamento dei tirocini curriculari e dei career days, supportati da un Career Center centralizzato capace di facilitare il raccordo tra domanda di lavoro e profili accademici.

Il percorso avviato da Virgilio D’Antonio punta quindi a conciliare le esigenze interne dell’ateneo con le sfide esterne di un contesto globale: bilancio, digitalizzazione, internazionalizzazione. Il successo del suo piano di rilancio dipenderà dalla capacità di trasformare le linee guida in progetti concreti e sostenibili. Se l’Università di Salerno saprà effettivamente consolidare la propria identità mediterranea, rafforzare il legame con il territorio e attrarre risorse fresche, i prossimi sei anni potrebbero rappresentare un’occasione irripetibile per accrescere l’attrattività e la reputazione dell’ateneo nel panorama nazionale e internazionale.