Ieri pomeriggio, nella sala consiliare di Sirignano, si è tenuto un incontro promosso dal presidente del Centro “L’unione”, Carmine Bianco, insieme ad alcune associazioni e circoli di anziani e pensionati del comprensorio Baianese.
L’obiettivo era discutere la nascita di un vero e proprio “centro mandamentale” per il sostegno sociale e culturale degli over 65 del Baianese. Il fulcro della proposta è la riqualificazione dell’ex ambulatorio comunale di Mugnano del Cardinale, oggi chiuso e in stato di abbandono: un edificio di proprietà municipale per il quale si attende da quasi due anni e mezzo una convenzione mai stipulata.
Il progetto prevedeva un intervento complessivo di 25.500 euro, con una prima tranche da 9.900 euro che avrebbe subito reso disponibili sale per attività teatrali, musicali e formative, aree esterne dedicate al gioco dei bambini, piste di bocce e spazi di relax.
Durante la riunione è emerso però un ostacolo imprevisto: secondo quanto dichiarato da Bianco, parrebbe, infatti, che la struttura inizialmente promessa al Centro “L’Unione” rischi ora di finire nelle mani di un privato, con un canone di affitto di poche migliaia di euro all’anno, che lo destinerebbe a finalità imprenditoriali e ben diverse da quelle sociali perseguite da Bianco e dai pensionati aderenti.
Questa battuta d’arresto alimenta il timore che il polo intercomunale non veda mai la luce, vanificando mesi di progettazione e di confronto con le amministrazioni dei sei comuni del comprensorio.

Eppure, gli anziani e i pensionati hanno bisogno di un luogo di aggregazione: non si tratta di un vezzo, ma di un diritto riconosciuto anche dalle linee guida regionali sul contrasto alla solitudine e sulla promozione di politiche di prevenzione del disagio.
In numerosi comuni irpini, circoli e centri diurni garantiscono oggi corsi di alfabetizzazione digitale, laboratori artigianali e momenti di socialità che hanno dimostrato di ridurre ansia, depressione e persino rischio di cadute. Esperienze di successo che dovrebbero essere emulate, non negate.
D’altra parte, non è credibile che i sei comuni del Baianese non riescano a trovare 20 o 30 mila euro tra i rispettivi assessorati alla cultura e al sociale per coprire il costo di una riqualificazione dalla portata relativamente contenuta. Tale investimento, secondo quanto dichiarato da Bianco, sarebbe destinato a ripagarsi da solo attraverso i proventi delle attività associative, sponsor e ulteriori stanziamenti regionali destinati al terzo settore.
Alcuni amministratori si dicono favorevoli, almeno a parole, mentre ad altri la questione sembra non interessare, nonostante l’assistenza alle fasce più fragili debba essere un pilastro imprescindibile dell’azione pubblica.
Il clima respirato durante l’incontro era segnato da irritazione e costernazione, scaturite dal senso di abbandono che molti anziani avvertono da parte delle Istituzioni locali. Dopo anni e anni di lavoro e contributi versati come lavoratori, pensionati e volontari, queste persone si sono ritrovate a rincorrere faticosamente risposte e soluzioni per un progetto che avrebbe potuto restituire dignità e opportunità di socializzazione.
Esiste un dovere morale di sostenere gli anziani, un imperativo che va oltre i bilanci comunali e le prassi burocratiche. Accogliere l’invito del Centro “L’Unione” significa riconoscere il valore di una generazione che ha costruito le nostre comunità, tracciando strade, costituendo famiglie, dando forza al tessuto produttivo locale.
Garantire loro un polo intergenerazionale di incontro non è un atto di carità, ma un investimento prezioso sulla coesione sociale, in grado di generare collaborazione, scambio di competenze e crescita culturale.
L’iniziativa di Bianco nasce con un respiro più ampio: non si limita a un semplice spazio per le carte da gioco o la tombola, ma ambisce a diventare un hub di incontro per tutte le età, un luogo dove i giovani possano sperimentare creative contaminazioni con gli anziani.
Le sale teatrali e musicali, i laboratori formativi, le aree verdi per i più piccoli e le piste di bocce rappresentano l’espressione concreta di una visione di comunità solidale e inclusiva, capace di contrastare emarginazione e solitudine.

Il potenziale di un simile progetto è enorme: non solo favorirebbe il benessere psicofisico degli anziani, ma genererebbe occasioni di volontariato, promuoverebbe eventi culturali aperti a tutti e diventerebbe un presidio contro il rischio di vulnerabilità economica e sociale. È un modello già sperimentato altrove in Italia e in Campania, dove realtà simili hanno dimostrato di attirare contributi pubblici e privati, di coinvolgere scuole e associazioni sportive, e di animare interi borghi.
Ora spetta alle amministrazioni tradurre l’interesse di facciata in un impegno concreto: stanziare le poche decine di migliaia di euro necessarie, siglare la convenzione e avviare i lavori. Ogni giorno di ritardo alimenta incertezza, ma anche la convinzione che i nostri anziani siano considerati un peso anziché una risorsa.
Rompere questa spirale vuole dire riconoscere che l’età avanzata non è ritiro, bensì occasione di trasmissione del sapere e di cura della memoria collettiva.
Se la prospettiva di affittare l’ex ambulatorio a un soggetto privato, per pochi spiccioli, diventasse realtà, verrebbe sottratta alla comunità un’infrastruttura che potrebbe trasformarsi in un motore di solidarietà intergenerazionale.
Sarebbe la negazione più cocente di un progetto nato per restituire vita a un edificio in rovina e per restituire dignità e futuro a chi ha dedicato una vita al bene comune. Questo scenario non può essere accettato: il Baianese non può permettersi di perdere un’occasione di rinascita sociale e culturale.
Le associazioni riunitesi ieri a Sirignano promettono di non fermarsi: chiederanno spiegazioni puntuali agli Enti preposti, effettueranno raccolte di firme, invieranno richieste circostanziate, cercheranno di coinvolgere gli assessorati provinciali e regionali, con il fine ultimo di riuscire a realizzare un’iniziativa meritoria e inclusiva che costituirebbe un fiore all’occhiello di tutto il comprensorio.
AFRTICOLO CORRELATO:

