Mare mosso a Palinuro: i bagnini salvano i ragazzi tra le onde ma poi vengono aggrediti dai parenti

Cliccare sui pulsanti sotto per condividere. GRAZIE !

Negli ultimi giorni la costa di Palinuro, nel comune di Centola (Sa), in corrispondenza della spiaggia delle Saline, è stata teatro di una serie di interventi di soccorso decisamente intensi, a causa del mare particolarmente agitato e dell’imprudenza di alcuni bagnanti. Lo stabilimento balneare interessato, noto per la sua posizione proprio al confine con l’arenile libero, è stato protagonista di tre distinti salvataggi che hanno messo a dura prova la prontezza, il coraggio e anche la pazienza degli addetti alla sicurezza.

Qualche giorno fa, già nelle prime ore del mattino, il mare mosso aveva suggerito massima attenzione: uno dei bagnini di ruolo aveva monitorato a distanza le correnti insidiose, invitando più volte gli avventori a non spingersi troppo oltre la linea degli scogli. Nonostante gli avvisi, nelle ore centrali della giornata alcuni bagnanti hanno sottovalutato l’energia delle onde, finendo per essere trascinati dalla risacca.
In due occasioni distinte, il personale di salvataggio è dovuto intervenire tempestivamente per riportare a riva le persone in difficoltà, riuscendo a evitare conseguenze gravi grazie all’esperienza e alla perfetta sinergia tra i bagnini in servizio.

Il momento di maggiore tensione è però arrivato nel pomeriggio, quando un giovane, attirato dalla possibilità di fare il bagno appena al di là del confine libero, ha deciso di tuffarsi malgrado i ripetuti segnali di pericolo e i richiami a non entrare in acqua.
Il ragazzo, evidentemente convinto che le operazioni di salvataggio già viste poco prima fossero sufficiente garanzia di sicurezza, ha ignorato fischi e megafonate, finendo presto per trovarsi in una situazione di pericolo. Solo l’intervento deciso di un altro bagnino, intervenuto tempestivamente, ha consentito di estrarre il giovane dalle acque tumultuose, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente.

Una volta riportato sulla battigia, tuttavia, la giornata ha preso una piega amara: la famiglia del soccorso – visibilmente scossa e irritata per la veemenza dei toni utilizzati durante l’intervento – ha rivolto parole offensive e minacce all’indirizzo di chi, con professionalità, aveva salvato una vita.
Un episodio che, pur non intaccando il successo delle operazioni di salvataggio, ha suscitato forte rammarico fra lo staff dello stabilimento.

In realtà – come ognuno di noi può testimoniare – il livello di insofferenza che si riscontra in giro (un po’ ovunque: nei pronto soccorso, nelle scuole, nel traffico cittadino). A chi non è mai capitato che, se – per evitare uno scontro – si suona un colpo di clacson a un’auto che si sta immettendo sulla nostra strada senza avere la precedenza, l’altro autista ci suona a sua volta, ma non per ringraziarci ma per mandarci a quel paese?
Per cui, non c’è da meravigliarsi se i parenti dei ragazzi salvati abbiano reagito, grosso modo, con la stessa insofferenza che investono anche altri momenti delle relazioni sociali, soprattutto dopo il Covid.

Tornando agli episodi di Palinuro, il gestore dello stabilimento – chiaramente amareggiato – ha poi voluto sottolineare come simili incidenti evidenzino le difficoltà crescenti che i bagnini devono affrontare nel far rispettare le norme di sicurezza, nonché l’importanza di mantenere sempre alto il livello di attenzione da parte di chi si avventura in acqua. “Negli ultimi giorni – ha riferito – abbiamo avuto conferma di quanto sia fondamentale il ruolo di chi sorveglia il litorale, ma anche di quanto sia delicata la soglia tra la libertà di godersi il mare e la necessità di rispettare regole che salvano vite”.

Il bilancio finale parla chiaro: tre emergenze gestite con successo, nessuna conseguenza irreparabile, e la consapevolezza che, al di là della bellezza del paesaggio, rimane imprescindibile il rispetto delle indicazioni di sicurezza.
Un richiamo a una maggiore responsabilità collettiva, affinché episodi di questo genere non si ripetano e chi lavora con dedizione per tutelare i bagnanti riceva invece il sostegno e la riconoscenza che merita.