Undertourism, valorizzazione del patrimonio, sviluppo delle aree interne: ad Open le sfide per il turismo del futuro.
Si chiude la quarta edizione del Salone delle Attività all’Aria Aperta. La fiera si conferma ritrovo nazionale del mondo outdoor e del turismo esperienziale

È stata l’edizione della conferma e della definitiva consacrazione di Open come la fiera per eccellenza del mondo outdoor. Tre giorni intensissimi al Next di Capaccio-Paestum, fatti di incontri e confronti, di attività open air e occasioni di business per gli espositori e per gli operatori turistici del territorio che hanno partecipato al Meet & Match con buyers nazionali ed esteri. Anche in questa sua quarta edizione, Open Outdoor Experiences è stato il punto di ritrovo nazionale degli amanti della natura, delle avventure fuori porta, delle attività sportive, delle esperienze open air ed in particolare il luogo di incontro degli operatori del mondo del turismo lento, sostenibile, esperienziale. Lungo l’intero corso della tre giorni, la fiera ha registrato un costante flusso di visitatori, di appassionati, di addetti ai lavori: il tutto in un’atmosfera che ha saputo unire informalità e spirito imprenditoriale.
Oltre 70 sono stati i seminari, convegni e laboratori nelle sale degli spazi espositivi del Next, oltre a laboratori, corsi, showcooking e alle tante attività sportive che si sono tenute nell’outdoor village. Dall’arrampicata al tiro con l’arco, dallo yoga al nordic walking, dall’equitazione alle osservazioni astronomiche; e ancora avventure di trekking e bici con partenza dalla fiera alla scoperta delle bellezze delle aree circostanti: in centinaia hanno voluto cimentarsi in quelle attività all’aperto che rappresentano l’attrazione forse più unica ed apprezzata del Salone. Turismo esperienziale ed enogastronomico, aree interne e contrasto all’overtourism, cammini ed escursionismo, sport e benessere all’aria aperta, scoperta e promozione dei borghi e valorizzazione e tutela della montagna; e ancora formazione, tourism reputation, governance dei territori, turismo accessibile e inclusione, sostenibilità ambientale: questi e tanti altri i temi di una edizione resa ancora più speciale dalla presenza di due ospiti internazionali d’eccezione come la Regione Normandia e un tour operator del Cammino di Santiago.
Una dimensione internazionale sempre più marcata che è emersa in particolare nel workshop dedicato agli operatori turistici del territorio, che nella giornata inaugurale della fiera hanno incontrato 22 buyers provenienti da molte regioni italiane, da diversi paesi europei e dagli Stati Uniti: è stata l’occasione per i territori e per gli addetti ai lavori di promuovere le bellezze, le tipicità, le attività ed esperienze di una terra meravigliosa ed unica, che ha letteralmente conquistato i buyers che hanno partecipato agli incontri B2B e all’educational tour tra le bellezze della provincia di Salerno. Un entusiasmo davvero contagioso quello mostrato dai buyers, affascinati dalle meraviglie del Cilento, dalla qualità dei prodotti enogastronomici, dal clima, dall’accoglienza, dalla qualità della proposta turistica.
L’edizione 2026 ha consolidato la partnership già avviata con successo lo scorso anno con CNA Salerno che anche quest’anno, grazie al coinvolgimento della rete nazionale di CNA Turismo, ha inteso sostenere Open, insieme a CCIAA Salerno, contribuendo a fare della fiera il luogo della promozione dei territori attraverso le esperienze artigiane, le eccellenze enogastronomiche, la scoperta dei borghi e delle tradizioni più autentiche: una nuova concezione di turismo lento e sostenibile sempre più diffusa e richiesta. A Open, CNA ha presentato le botteghe esperenziali finalizzate alla costruzione di percorsi formativi esperienziali e itineranti per permettere a imprese, professionisti e territori di generare nuove opportunità di sviluppo per il settore outdoor e per l’intero ecosistema produttivo. Si è confermata la forza di un modello fondato sulla collaborazione e sulla crescita condivisa: CNA e Open continueranno a lavorare in sinergia investendo su formazione, innovazione e reti d’impresa, nella convinzione che la crescita passi dalla capacità di fare sistema e di valorizzare le energie migliori dei territori.
Un obiettivo, quello di promuovere i territori meno battuti dalle rotte del turismo di massa ed in particolare le aree interne, che Open condivide con la Regione Campania, che alla fiera riconosce il valore strategico per la promozione del patrimonio turistico campano, e con gli altri partner istituzionali: la Provincia di Salerno, il Comune di Capaccio-Paestum, il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, l’Università degli Studi di Salerno. Connessione con il territorio; valorizzazione del patrimonio storico, paesaggistico ed enogastronomico; sviluppo sociale, culturale ed economico. Una mission che ha visto Open al fianco dei diversi attori coinvolti ed in particolare dell’ateneo salernitano e dei Parchi Nazionali del Sud nella realizzazione e nella firma del progetto APE (Appennino Parco d’Europa): il piano, coordinato da Legambiente, si propone di mettere in rete tutte le potenzialità dei parchi del Sud, puntando a valorizzarne il patrimonio, le tradizioni, le energie, per superare il paradosso di aree ricchissime ma spesso sempre più spopolate. E va nella medesima direzione il progetto di messa in rete dei cammini del Mezzogiorno, promosso in un panel che ha visto protagoniste diverse regioni del Centro Sud: ad Open è nato un vero e proprio Forum dei Cammini del Sud che vede i cammini come strumento di rigenerazione delle aree interne, come infrastrutture culturali e territoriali strategiche, capaci di tenere insieme patrimonio, mobilità dolce, sviluppo locale e coesione sociale.
Il turismo outdoor, il turismo lento connesso alla natura e ai territori, può rappresentare così uno strumento di sviluppo che sia in grado di mettere a frutto le potenzialità di un territorio. L’outdoor experience è diventato ormai uno stile di vita, un nuovo modo di concepire la vacanza: rispettoso, responsabile e soprattutto sostenibile per l’ambiente e per il turista che la intraprende. Le esperienze di attività all’aria aperta rappresentano sempre più gli attrattori principali di una destinazione e molto spesso ne caratterizzano la vocazione turistica, diventando essenziali nella scelta della destinazione finale. Escursionismo, cicloturismo e le molteplici attività sportive en plein air rappresentano a pieno lo spirito green dei tanti viaggiatori che oggi vogliono scoprire la storia, la cultura e i patrimoni del territorio sfruttando il rapporto diretto con la natura che lo circonda. Nell’era dell’overtourism, Open lancia una nuova tendenza, quella dell’undertourism, il turismo fatto di esperienze a misura d’uomo: un viaggio semplice a contatto con luoghi e paesaggi, per condurre i visitatori a scegliere luoghi meno noti ma più autentici.
Appuntamento al 2027 per la quinta edizione di Open Outdoor Experiences.

