CAMPI FLEGREI – La terra non smette di tremare: dopo lo sciame di ieri, scossa di magnitudo 4 a soli 300 metri di profondità

 


Prima dell’alba di oggi, 1° settembre 2025,  alle 4:55:45, un tremore profondo ha squarciato il silenzio della notte nei Campi Flegrei. Non era solo un suono, ma una sensazione viscerale: un rombo sordo, come se la terra avesse trattenuto il fiato per poi liberarlo di colpo.
I letti hanno tremato, i vetri hanno vibrato, e in pochi secondi la quiete si è trasformata in allarme. La scossa, breve ma intensa, ha lasciato dietro di sé un’eco di paura e domande sospese. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, si è trattato di un evento significativo: una magnitudo di 4.0 con un ipocentro estremamente superficiale, a meno di un chilometro di profondità, stimato intorno ai 300 metri.

L’epicentro è stato localizzato nei pressi di Pozzuoli, un’area già nota per la sua vulnerabilità geologica. Nonostante la potenza dell’evento, non si sono registrati danni a persone o cose, come ha confermato il prefetto di Napoli, Michele di Bari. Tuttavia, la scossa non è stata un episodio isolato: si inserisce in una sequenza sismica che ha visto oltre 40 eventi tra ieri e oggi, con ben 23 scosse solo nelle prime ore del mattino. Già nel pomeriggio precedente, due scosse di magnitudo 3.3 avevano messo in allerta la popolazione, seguite da altre due di magnitudo 2.8 nella notte. Questo sciame sismico ha mantenuto alta la tensione, alimentando timori e interrogativi.

La superficialità dell’ipocentro è un elemento chiave: è tipica del fenomeno del bradisismo, che da secoli caratterizza l’area flegrea. Si tratta di un sollevamento e abbassamento del suolo causato dalla risalita di gas e dall’aumento della pressione nelle acque profonde. Questo processo, sebbene noto, è imprevedibile e può evolvere in scenari più critici. Gli esperti dell’INGV monitorano costantemente la situazione, raccogliendo dati sismici e geochimici per fornire un quadro aggiornato e supportare le decisioni delle autorità. Il Centro Coordinamento Soccorsi è stato attivato già dopo le scosse di ieri, e la Protezione Civile è in costante contatto con le istituzioni locali per predisporre eventuali piani di evacuazione.

Vivere nei Campi Flegrei significa convivere con un rischio latente, con la consapevolezza che il suolo è vivo e mutevole. La comunità locale, abituata a questa realtà, ha mostrato resilienza, ma l’intensificarsi degli eventi ha riportato l’attenzione sulla fragilità del territorio. L’educazione alla prevenzione, la conoscenza dei protocolli di emergenza e la fiducia nella scienza sono strumenti fondamentali per affrontare questa fase con lucidità. In un contesto così delicato, ogni scossa è un messaggio della terra, e ogni dato raccolto è un tassello per comprendere il suo linguaggio profondo.


 

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