Ancora scontri con cinghiali. Il “piano triennale del controllo del cinghiale” basterà ad arginare l’emergenza?

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Ieri sera ad Airola (BN), in via Lavatoio, una coppia ha vissuto attimi di vero terrore quando un grosso cinghiale è sbucato all’improvviso sulla strada, causando un impatto violento che ha ucciso sul colpo l’animale e lesionato lievemente la passeggera. La vettura, rimasta con il cofano distrutto, ha evitato conseguenze più gravi solo per un improvviso colpo di fortuna.

Il fenomeno degli ungulati sulle strade del Sannio è in costante aumento: negli ultimi anni il numero di incidenti legati ai cinghiali è cresciuto in modo esponenziale, insieme alle richieste di risarcimento avanzate da agricoltori danneggiati. Prefettura, Regione e Anas hanno avviato un’azione coordinata per recintare i tratti più esposti e installare segnaletica specifica, ma gli abitanti chiedono interventi ancora più decisi.

Da parte sua, la Regione Campania ha recepito il Piano triennale di controllo del cinghiale, un programma che prevede innanzitutto un’analisi delle aree maggiormente percorse dagli ungulati, per concentrare lì sia i piani di abbattimento selettivo che le catture in gabbia. Il piano finanzia l’acquisto e l’installazione di barriere e reti di protezione nei terreni agricoli più a rischio, sostiene economicamente i cacciatori autorizzati e le guardie venatorie impegnate nel monitoraggio, e introduce incentivi per realizzare corridoi verdi in grado di deviare gli animali lontano dalle strade. Le attività devono essere svolte nei limitati orari diurno-serali stabiliti per garantire la massima sicurezza, sempre sotto il controllo degli operatori della Polizia provinciale.

A livello nazionale, la legge sulla protezione della fauna consente alle regioni di attuare piani straordinari di contenimento, superando i vincoli della stagione venatoria ordinaria e adeguando gli interventi al ciclo riproduttivo dei cinghiali. In Campania si sta inoltre valutando l’installazione di dissuasori a ultrasuoni lungo le strade più pericolose e l’ampliamento delle barriere verdi che impediscano agli animali di spingersi verso i paesi. L’episodio di Airola non è un caso isolato, ma l’ennesimo segnale che la questione richiede soluzioni rapide e coordinate, prima che un’altra notte diventi davvero tragica.


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