Il tramonto del 12 agosto 2026 non sarà un tramonto come gli altri. L’Europa verrà attraversata da un’eclissi di Sole che, pur non raggiungendo la totalità in Italia, modificherà in modo sensibile la luce del cielo, soprattutto nelle regioni più settentrionali. Qui il disco solare verrà divorato quasi per intero: Torino sfiorerà il 93%, Milano il 92%, Venezia il 91%. In queste città la sera arriverà con un anticipo innaturale, come se qualcuno avesse abbassato la luminosità del mondo.
Procedendo verso il Centro la morsa dell’ombra si allenta, ma resta evidente. Firenze perderà oltre quattro quinti della luce solare, mentre Roma vivrà un oscuramento compreso tra il 58% e il 69%, sufficiente a trasformare il tramonto in un’esperienza visiva più cupa e attenuata del solito.
Il Sud, invece, rimarrà ai margini del fenomeno. Palermo non supererà il 25%, e la variazione luminosa sarà appena percepibile. La Campania si collocherà in una zona intermedia: l’eclissi sarà presente, ma non spettacolare. Tra Napoli, Caserta, Avellino e Salerno l’oscuramento oscillerà attorno alla metà del disco solare. Tuttavia, il Sole sarà già molto basso, quasi in fuga verso l’orizzonte, e questo attenuerà ulteriormente l’effetto. In pratica, la regione vedrà un tramonto un po’ più smorzato del solito, ma non la penombra profonda che avvolgerà il Nord.
Fuori dall’Italia, invece, lo spettacolo sarà totale. L’Islanda vivrà due minuti di oscurità completa, una notte improvvisa sospesa sopra Reykjavík. La Spagna seguirà con una serie di città – da Bilbao alla Castiglia e León, fino alle Baleari – dove la totalità coinciderà con il tramonto, creando un momento quasi teatrale: il Sole che scompare due volte, prima dietro la Luna e poi dietro l’orizzonte.
Osservare il fenomeno richiede attenzione. Il Sole, durante l’eclissi, è ancora il Sole: guardarlo direttamente resta pericoloso e può provocare gravi danni permanenti agli occhi. Gli antichi lo sapevano bene e si affidavano a un trucco semplice, una bacinella d’acqua. Bastava osservare il riflesso tremolante sulla superficie per seguire la progressione dell’ombra senza rischiare la vista. Molti secoli dopo si è passati alle lenti da saldatore, ma oggi non sono più considerate affidabili: non rispettano gli standard moderni e non proteggono adeguatamente dagli infrarossi. Le uniche protezioni sicure sono quelle certificate ISO 12312-2, pensate appositamente per questo tipo di osservazione, tutti gli altri metodi citati sono quindi da escludersi.
L’eclissi del 2026 sarà un preludio a quella del 2 agosto 2027, molto più ampia e destinata a coinvolgere direttamente il Mediterraneo meridionale. Un anno di attesa, dunque, ma già con un assaggio di ciò che il cielo può fare quando decide di cambiare le regole della luce.
Quindi buon eclisse del 12 agosto 2026 e arrivederci a quella del 2 agosto 2027!

