La quiete invernale che solitamente accompagna i piccoli centri toscani è stata improvvisamente incrinata da un fenomeno che, per intensità e rapidità, ha sorpreso anche gli amministratori più esperti. A Castiglion Fiorentino, nelle ultime settimane, il numero dei decessi ha raggiunto livelli che il sindaco definisce «mai registrati nemmeno nei mesi più duri della pandemia», un paragone che restituisce la misura dell’allarme. Le cappelle del commiato della Misericordia risultano costantemente occupate, i funerali si susseguono senza tregua e i manifesti funebri hanno saturato gli spazi cittadini, costringendo alcune famiglie ad attendere per poter allestire la camera ardente. Un’immagine che stride con la normalità di un comune abituato a ritmi ben diversi.
Il primo cittadino, rieletto nel 2024 con una solida maggioranza di centrodestra, ha spiegato che il paese è passato in pochi giorni da una media di un decesso ogni tre giorni a più di uno al giorno, un incremento che definisce «impressionante» per una comunità delle sue dimensioni. La situazione non riguarda solo Castiglion Fiorentino: nell’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo sono state predisposte fino a 17 camere ardenti contemporaneamente, un dato che conferma la natura anomala del fenomeno e che spinge a interrogarsi sulle cause.
Le ipotesi, al momento, restano prudenti. Il sindaco parla di una possibile concomitanza di fattori: il freddo intenso, l’ondata influenzale che sta colpendo soprattutto gli anziani e le persone fragili, forse anche una semplice e sfortunata casualità statistica. Tuttavia, la rapidità con cui i numeri sono cresciuti ha convinto l’amministrazione a chiedere un confronto urgente con la Asl Toscana sud-est, previsto nei prossimi giorni, per valutare eventuali misure di prevenzione aggiuntive.
Il clima di preoccupazione che attraversa l’Aretino trova eco anche in altre realtà italiane. Nelle scorse settimane, diversi quotidiani vicentini hanno riportato un aumento significativo dei decessi in alcuni comuni della provincia, con case funerarie sotto pressione e amministrazioni impegnate a gestire un improvviso sovraccarico di richieste. In alcune zone del Vicentino, secondo quanto riportato dalla stampa locale, l’influenza stagionale ha provocato un picco di ricoveri e un incremento dei decessi tra gli over 80, un quadro che presenta analogie con quanto sta accadendo in Toscana e che contribuisce a delineare un fenomeno più ampio, ancora in fase di analisi.
A Castiglion Fiorentino, intanto, il sindaco racconta di aver pensato di segnalare pubblicamente l’anomalia quando i morti erano già 12 in pochi giorni, salvo poi apprendere, la mattina stessa, che se ne erano aggiunti altri due. Una sequenza che ha reso evidente la necessità di un monitoraggio più stretto e di una comunicazione costante con le autorità sanitarie. La comunità osserva con apprensione, mentre il municipio lavora per comprendere se si tratti di un episodio circoscritto o del segnale di un trend più complesso, in un inverno che sta mettendo alla prova territori molto diversi tra loro.

