A Pietradefusi, un’esperienza di comunità, fede e cultura: alla Torre Aragonese, una tappa speciale verso il Meeting di Rimini 2025


Nell’incantevole scenario della Torre Aragonese di Pietradefusi, il prossimo 6 luglio 2025, alle ore 18:30, andrà in scena un evento che unisce spiritualità, cultura e impegno civile. L’iniziativa, parte del percorso di avvicinamento al Meeting di Rimini 2025, si inserisce sotto il segno del tema ispiratore “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, un invito a rigenerare i tessuti sociali lacerati con strumenti nuovi, ma radicati nella tradizione della fede e dell’incontro. L’organizzazione è affidata al Centro Culturale Giovanni Calzone di Benevento, con la collaborazione della Cooperativa Le Janare, dell’Associazione Fhenix e del Birrificio VentiTRE’, a testimonianza di un modello virtuoso di sinergia tra realtà civiche, associative e produttive.

A dare il benvenuto sarà il Sindaco di Pietradefusi, Gaetano Musto, segno della partecipazione convinta delle istituzioni locali. A introdurre e moderare l’incontro sarà Giuseppe Raucci, voce attenta al dialogo tra le istanze della società civile e le domande culturali ed esistenziali del nostro tempo. Centrale sarà l’intervento di Alessandra Vitez, responsabile dell’Ufficio Mostre del Meeting di Rimini, che offrirà una panoramica sulla 46ª edizione del Meeting, evento di riferimento internazionale per il mondo cattolico e non solo.

Nel cuore dell’evento si inserisce la testimonianza di Pina Calzone, dedicata alla figura di Giovanni Calzone, autentico esempio di uomo capace di edificare bellezza e senso dove regna la frammentazione. A lei si unirà Chiara Gisoldi, della Cooperativa Le Janare, che rifletterà sul compito di custodire la bellezza nei territori, e Patrizia Flammia, dell’Associazione Fhenix, che rilancerà il tema del “vivere la casa” come simbolo di comunità e identità condivisa.

Alla fine dell’incontro, la serata si arricchirà con un momento conviviale: la degustazione di birra artigianale irpina a cura del Birrificio VentiTRE’, che sosterrà una raccolta fondi. Un gesto semplice ma profondo che trasforma la condivisione in azione concreta di solidarietà, nella convinzione che anche il piacere del gusto possa diventare bene per tutti.

Così, in un piccolo borgo del sud, prende forma un esempio di come la fede, la cultura e l’economia locale possano intrecciarsi per dar vita a percorsi di rinascita autentica. Un evento che non si limita a raccontare, ma costruisce: con mattoni nuovi, sì, ma anche con radici antiche.


 

 

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